lunedì 4 giugno 2012

MUTUI: QUALI EVENTUALI CONSEGUENZE PER USCITA DALL'EURO?

In tempi come questi di tempesta finanziaria e speculazione a danno dei paesi dell’area mediterranea dell’euro vale la pena chiedersi cosa succederebbe a prestiti e mutui in un paese che dovesse prendere la decisione di tornare alla moneta nazionale.

Un ragionamento solo ipotetico visto che un paese per uscire dall’Europa dovrebbe trovare un accordo con i suoi ex partner il cui contenuto può solo essere ipotizzato.

Uno scenario potrebbe essere la riconversione dei contratti denominati in euro a contratti in moneta nazionale ma è evidente che la moneta nazionale non potrebbe avere lo stesso valore di quando entrò in Europa ma un valore parecchio svalutato.

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Un mutuo a tasso fisso comporterebbe sul debitore una crescita della pressione dovuta al calo del potere di acquisto dello stipendio riconvertito in moneta nazionale in uno scenario di forte inflazione. Per coloro che hanno sottoscritto un mutuo variabile la situazione potrebbe essere ulteriormente condizionata dall’abbandono del tasso di riferimento Euribor per un tasso nazionale che nel caso ad esempio della Grecia autorevoli opinionisti collocherebbero addirittura tra 4 e 15% con il conseguente possibile raddoppio della rata del mutuo variabile. Scenari che possono valere come spunto di ragionamento ma che ovviamente non si proporrebbero con la stessa intensità in Italia.

Quello che preoccupa invece è che avvenimenti di questo tipo se dovessero accadere anche nella sola Grecia metterebbero in serio pericolo tutto il sistema dell’Euro con le banche elleniche che dopo avere assunto impegni in euro sulla scena internazionale si troverebbero ad operare in valuta nazionale in patria con l’ovvia conseguenza di non potere più onorare gli impegni nei confronti delle altre banche europee che a loro volta verrebbero coinvolte un processo distruttivo e a catena.

Nel caso di scuola infine che i mutui rimanessero in euro i problemi verrebbero a gravare tutti sui consumatori costretti a pagare in euro i mutui mentre percepiscono stipendi in una valuta nazionale in continua svalutazione.

giovedì 31 maggio 2012

CARISPEZIA: INTERESSANTE FORMULA A TASSO MISTO

Oggi analizziamo un prodotto particolare: il “Gran Mutuo Cambio Scelta” ideato da Carispezia che rientra nella famiglia dei mutui a tasso misto in quanto è possibile alternare periodi il cui il mutuo è a tasso variabile con periodi in cui si passa al fisso.


Carispezia fornisce questo mutuo nel caso di acquisto di immobile, sia esso prima o seconda casa, per una durata minima di dieci anni e al massimo per trent’anni.


Come molte altre banche il mutuo copre soltanto fino all’80% del valore stimato della casa, ma a prima vista è favorevole il TAEG messo a disposizione del cliente.  Infatti un mutuo decennale con il finanziamento di 100mila euro comporta un TAEG del 4,856% considerato l’attuale valore del tasso di riferimento.
Tasso di riferimento che per i periodi a tasso variabile è costituito da Euribor a 3 mesi mentre nei periodi in cui si sceglie un tasso fisso il riferimento diventa I.R.S.  a due anni.


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È possibile esercitare la scelta del regime fisso o variabile ogni due anni e se si vuole cambiare tipo di tasso occorre comunicarlo dieci giorni prima che scada il periodo biennale. Nei 24 mesi in cui si opta per il variabile lo spread richiesto dalla banca è di 3,60 per i mutui fino a venti anni mentre quando il mutuo è più lungo lo spread arriva fino a 4,10. La banca stimola il consumatore a sottoscrivere coperture assicurative contro il rischio di perdita del lavoro morte o malattia offrendo in cambio sconti sullo spread che in tal caso possono scendere fino alle quote rispettivamente di 3,10 e 3,60.


L’istruttoria costa l’uno per cento dell’importo erogato e, per fare un esempio, un finanziamento di 100 mila euro da rimborsare in dieci anni si rimborsa a rate di 1030 euro circa.

martedì 29 maggio 2012

Mutuo Variabile: Spread in calo (forse)

Non è un buon momento per i mutui. Nonostante il denaro sia particolarmente a basso costo in questo periodo non sono in molti a volere accollarsi un mutuo ne sono molte le banche a volere concederlo.


A dispetto di tassi di riferimento molto bassi pesano sui consumatori le incertezze dovute alla grave crisi che sta attraversando l’Europa, incertezze che abbracciano fattori quali il mantenimento del posto di lavoro ma anche la tenuta di sistema. Non ultimo in Italia sta pesando sulla decisione di acquistare case, e di conseguenza chiedere mutui, la decisione del governo di introdurre l’IMU e rivalutare le rendite catastali, misure che hanno reso molto più onerosa la proprietà di un immobile.

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Dal canto loro le banche in un momento così incerto, con  gli organismi di valutazione sempre a fiatare sul collo e minacciare declassamenti, non mostrano di gradire il prodotto mutuo  a tasso variabile o fisso che sia com’è evidente dagli spread particolarmente alti che stanno chiedendo, con il risultato di rendere nullo il vantaggio dei tassi di riferimento bassi.  Le banche preferiscono prestare denaro per periodi più brevi e per prodotti che diano profitti nel breve periodo. Il mutuo non risponde evidentemente ai requisiti e a questo si aggiunge il fatto che, in un periodo di crisi del mercato immobiliare, le garanzie prestate dalle ipoteche non sono capaci di coprire a sufficienza i rischi.

Proprio per questo le banche spingono molto sui prodotti assicurativi, concedendo spread scontati a chi si tutela contro malattie e perdita dell’impiego. Ma non potrà continuare a lungo così. Ci sono infatti poche banche che in questo momento stanno concedendo mutui a prezzi accettabili e per gli altri il rischio è farsi sbattere fuori dal mercato. Per questo è pronosticabile che le banche presto tornino a fare le banche, ovvero a concedere mutui e a farlo senza chiedere gli spread esorbitanti di questo periodo.

mercoledì 23 maggio 2012

L'offerta Cariparma variabile a Rata costante

Analizziamo oggi l’offerta dell’Istituto Bancario Cariparma come al solito con una particolare attenzione per i prodotti a tasso variabile. In particolare  il mutuo a tasso variabile e rata costante.

Cariparma eroga il mutuo fino all’80% del valore dell’immobile, 60% nel caso di mutuo richiesto per una ristrutturazione. Questo genere di debito presenta un TAEG vantaggioso. Se guardiamo infatti ad un debito di 100 mila euro da rimborsare in 10 anni il TAEG è del 4,765% per richieste effettuate entro il 31 maggio. Il tasso di riferimento è l’Euribor a tre mesi.

La durata dei mutui Cariparma varia da un minimo di 5 anni fino ad un massimo di trent’anni, ma nel caso di mutui variabili a rata fissa la durata massima del finanziamento è venticinque anni che, se cresce il parametro di riferimento, al fine di mantenere fissa la rata possono lievitare fino ad un massimo di trentacinque anni.
Nel contrarre questo mutuo si può scegliere uno qualsiasi dei parametri BCE, Euribor a tre mesi ed Euribor a sei mesi. In base alla scelta varia lievemente il T.A.N. .

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Ora se si sceglie di non sottoscrivere polizze lo spread richiesto da Cariparma è del 3,5% per i mutui fino a venti anni, sale fino al 4% oltre questa soglia. Se si sceglie di sottoscrivere polizze CACI multirischi il tasso richiesto cala di mezzo punto percentuale per ognuna delle soluzioni descritte. Quindi la spesa affrontata è in parte assorbita dal calo del valore delle rate.

Le spese di istruttoria sono quantificabili nell’uno per cento dell’importo erogato per una spesa complessivo che varia da un minimo di mille euro fino ad un massimo di 3000 euro. Questa tipologia di mutuo parametrata ad Euribor a tre mesi, nel caso di finanziamento decennale di 100 mila euro comporta una rata di 1024 euro. Se il mutuo è ventennale si pagano 630 euro al mese.

martedì 22 maggio 2012

Polizza Mutuo: a rischio le case con ipoteca

Dal mercato dei mutui arrivano dati preoccupanti. Sono i dati riguardanti il numero di famiglie che non riescono a pagare il mutuo e perdono la casa. Numeri in costante crescita che raccontano di un dramma sociale. Nel 2010 si calcola che a perdere la casa per non avere pagato il mutuo siano state 37.472 famiglie, l’anno successivo questa sorte è toccata a 44.027. Questo nonostante la moratoria di un anno siglata tra l’Associazione delle Banche Italiane e le associazioni rappresentanti i consumatori.


Una moratoria che , lo ricordiamo, prevede la possibilità di congelare i pagamenti per un anno laddove un grave evento pregiudichi la capacità di rimborso di una famiglia. Crescono le richieste di sospensione delle rate da 55mila all'ano alle attuali 60 mila.

D’altronde le difficoltà delle famiglie sono testimoniate dal fatto che sono sempre meno le richieste di accensione di un mutuo: in calo dall’ultimo trimestre del 2010 e in lieve ripresa all’inizio dell’anno successivo, la discesa è stata incessante fino ad arrivare al clamoroso calo registrato nel primo trimestre dell’anno in corso con un calo percentuale di 48 punti secondo i dati diffusi dal Crif, dati riveduti in peggio dalla Assofin.


polizza-mutuo


Ma se il numero delle concessioni di mutuo cala così vistosamente non è solo per il contrarsi del reddito disponibile delle famiglie. Infatti le banche, di fronte al clima di incertezza globale, hanno reagito chiedendo requisiti di garanzia sempre più difficili da assicurare e soprattutto innalzando gli spread richiesti ad un livello talmente alto da annullare l’effetto di tassi di riferimento particolarmente bassi. Insomma il costo del denaro per le banche è basso, quasi nullo, questi soldi vengono però girati ai consumatori ad un costo sovente molto alto.


In una situazione del genere diventa ancora più importante scegliere bene il mutuo da contrarre e, possibilmente, stipulare una polizza.

mercoledì 16 maggio 2012

Banca Popolare di Vicenza: occhio al variabile con CAP

La Banca Popolare di Vicenza cala sul tavolo delle offerte dei mutui a tasso variabile tanti possibili prodotti, quelli standard sono uno con indice di riferimento il tasso Euribor a tre mesi, l’altro indicizzato rispetto al tasso BCE.


Facendo riferimento al primo questo può essere chiesto per l’acquisto costruzione, ampliamento e la ristrutturazione di un immobile fino a concorrere con l’80% del suo valore. Il tasso minimo, così detto floor, è del 2%, mentre all’Euribor si aggiunge un più 0,1% e uno spread che al massimo piò raggiungere quota 4,5%, in verità abbastanza alto.

Questo mutuo può avere una durata minima di 5 anni e una durata massima di trent’anni. Facendo il consueto esempio di un mutuo da 100 mila euro da rimborsare in 10 anni questo finanziamento comporta un tasso un TAN del 5,5% facendo riferimento all’Euribor rilevato il 15 marzo, la rata mensile da rimborsare è di 1087 euro a cui si vanno a sommare 500 euro di istruttoria e tutte le spese di gestione.


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Non cambia molto per l’altro prodotto, l’unica differenza di rilievo è rappresentato dall’indice di riferimento che è il tasso BCE. Più interessante dare un’occhiata ad un terzo prodotto, il mutuo variabile con CAP. Quest’offerta prevede un tasso massimo del 7,3% per un mutuo trentennale che prevede uno spread del 5%, il tasso massimo rimane del 7,3% per un mutuo della durata di 15 anni  ma lo spread cala al 4,45%. Per risparmiare sui tassi meglio aderire quindi ad un’assicurazione CPI “Protezione Mutui” danni +vita perché in questo caso il CAP scende fino al 6,9% e lo spread fino al 4,05%. Il premio da pagare è salato, 5700 per la copertura completa , ma il costo della rata scende. Per un mutuo di 100 mila euro della durata di 15 anni senza assicurazione mensilmente si pagano ad oggi 816 euro, con la copertura il costo invece diventa 795 euro, il TAEG è del 6,266%.

martedì 15 maggio 2012

Credem: spread mutuo casa al 5%

Nel viaggio nella galassia dei mutui a tasso variabile ci imbattiamo nell’offerta della Credem, meglio noto come credito emiliano.

Il mutuo Credem può avere una durata che varia da un minimo di 5 anni ad un massimo di 30 anni. Già dall'inizio della lettura del foglio informativo alcuni dettagli non convincono. In primis balza agli occhi nell'esempio proposto , un mutuo di venti anni per l’erogazione di complessivi 100mila euro, uno spread davvero alto del 5%  che va ad aggiungersi al tasso di riferimento che in questo caso è l’Euribor a tre mesi che in questo momento ai minimi storici.

Ebbene ne esce un Taeg complessivo di oltre il 7%  che proprio alla luce del fatto che particolarmente bassi sono i tassi di base non può essere un valore soddisfacente per un mutuo a tasso variabile.


credem


Le spese complessive calcolate sulla vita dell’intero rapporto sono di oltre 7.600 euro. Uno sforzo di chiarezza esemplare che però evidenzia spese eccessive. La rata a fine mese è di 708,5 euro.  Questa rata cresce fino a quota 830 euro se l'Euribor cresce di due punti percentuali. Va aggiunto che si fa riferimento ad uno spread massimo e nulla vieta che in questo momento in filiale si applichino spread più bassi. Lo stesso debito si restituisce in trent'anni con una rata di 591 euro mensili che possono arrivare fino a 726 euro nell’esempio di innalzamento del tasso di riferimento già citato del 2%.

Il mutuo viene concesso nel limite massimo dell’ottanta per cento del valore dell’immobile e dura trent’anni solo se è contratto per l’acquisto di una casa altrimenti il suo massimo è venti anni.

Credem propone ai suoi clienti la sottoscrizione di un pacchetto assicurativo che tuteli in parte il cliente dal caso di non potere più pagare le rate del mutuo: il costo nel nostro esempio è di 2.731 euro da pagare all’inizio del rapporto.

domenica 13 maggio 2012

Banca Sella offre il mutuo a tasso variabile - Mutuo Ambra

Banca Sella è forse una delle prime realtà bancarie on line in Italia, sicuramente una di quelle di maggiore tradizione, solidità ed esperienza.

Anche Banca Sella offre ai suoi clienti una vasta gamma di prodotti finanziari e in quest’occasione esamineremo il Mutuo Ambra, un mutuo a tasso variabile con rimborso a rata costante che offre una scadenza a lungo termine e che è destinato all’acquisto o alla ristrutturazione dell’abitazione principale.
In questo caso infatti può essere rimborsato in 30 anni, per usi diversi può arrivare a durare al massimo 25 anni. Il tasso nominale minimo del mutuo è del 5,1%. Il parametro di riferimento è generalmente l’Euribor a tre mesi cui si somma uno spread del 4% che appare abbastanza elevato.

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Allo stato attuale dei mercati un mutuo trentennale da 100.000 euro si rimborsa con rate di 543 euro circa mensili. Se il parametro di riferimento si apprezza del 2% la rata sala a titolo esemplificativo a 700 euro circa. Gli importi rimangono sostanzialmente identici anche se la motivazione del mutuo non è l’acquisto dell’abitazione. Se il mutuo di 100.000 euro viene rimborsato in dieci anni la rata mensile diventa di 1.065 euro che possono salire fino a oltre 1.200 euro se il parametro di riferimento cresce del 2%. C’è da dire però che Banca Sella ha aderito ad un Protocollo d’intesa sottoscritto il 18 maggio dell’anno 2011 tra ABI e Presidenza del Consiglio dei Ministri nel quale è prevista l’istituzione di un fondo di garanzia per la concessione di mutui a tassi agevolati alle giovani coppie e alle famiglie con un solo genitore e figli minorenni per l’acquisto della prima casa, adesione subordinata ad una richiesta che avvenga entro il 5 agosto dell’anno in corso.

giovedì 10 maggio 2012

Mutuo Variabile: ecco l'offerta BPM

Oggi valutiamo l’offerta di mutuo variabile standard messa a disposizione dall’Banca Popolare di Milano (BPM).

Per questa tipologia di mutuo variabile la BPM eroga il mutuo per l’acquisto di una casa fino al massimo del 70% del valore dell’immobile, il 50% se invece si tratta di ristrutturazione. Il mutuo variabile ha una durata minima di 5 anni e una durata massima di 30 anni.

Il TAEG, alle condizioni attuali del mercato appare vantaggioso: se si considera un mutuo variabile trentennale per la somma di 100.000 euro infatti esso consiste nel 4,555% con uno spread del 3,45 che si va a sommare al tasso Euribor a 3 mesi attualmente al valore limite dello 0,9%. Rilevanti le spese accessorie che comprensive di imposte arrivano sin quasi a mille euro. Lo spread cala fino al 3,35 per mutui fino a venti anni.

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A titolo esemplificativo il mutuo variabile di cui sopra costa mensilmente meno di 500 euro. Il tasso di partenza del mutuo variabile è un modesto 4,35% che nel caso l’Euribor si apprezzasse di due punti percentuali porterebbe l’esborso mensile a 658 euro circa. Lo stesso mutuo variabile pagato in venti anni invece si ripaga a un tasso di partenza del 4,25% con una rata iniziale di 619 euro che possono lievitare a 775 nel caso citato di crescita dell’Euribor.
BPM chiede obbligatoriamente la sottoscrizione di una polizza contro i rischi di incendio, scoppio e accessori proponendo al cliente una maggiorazione dello 0,055% per erogare il servizio aggiuntivo.

Facoltativa per BPM la stipula di polizze che prevedano la copertura in caso di morte del contraente (BPM propone uno +0,160% per la copertura) oppure nei casi di invalidità, malattia grave e perdita dell’impiego, la così detta C.P.I. che ammonta a una maggiorazione dello 0,150%.

Per la cronaca BPM di solito conclude in media un’istruttoria di mutuo variabile in due mesi e si impegna comunque a farlo entro 150 giorni.

sabato 5 maggio 2012

Euribor in calo: Mutui a Tasso Variabile più convenienti

Continua l’ottimo momento per chi desidera accendere mutui a tasso variabile. Aldilà degli spread applicati che dipendono da banca a banca, il tasso di interesse da pagare ha come base indici di riferimento che continuano a scendere di valore.

È il caso degli indici Euribor, tra i più diffusi indici di riferimento, che vengono calcolati ogni giorno e rappresentano il tasso medio d’interesse applicato alle transazioni poste in essere dai più importanti istituti bancari europei. A proposito di Euribor i dati a riguardo sono stati resi noti dalla European Banking Federation, la quale ha svelato come l'Euribor a tre mesi sia sceso fino a un valore dello 0,75% mentre l’Euribor a un mese è sceso fino a 0,41% con evidente risparmio per tutti coloro che hanno contratto mutui a tasso variabile indicizzati rispetto a questo valore.

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In realtà gli indici Euribor sono in calo a partire del 2011 ovvero a cominciare dal momento in cui il mondo della finanza ha iniziato a temere per la solvibilità di molti paesi dell’Eurozona. Ma anche negli ultimi mesi la discesa Euribor era stata accentuata se si pensa che lo stesso Euribor a tre mesi valeva a gennaio 1,34% mentre quello a un mese valeva 1,08%, un trend che non sembra accennare a placarsi mettendo a rischio la tenuta dei record di valore più basso mai registrato che risalgono a marzo 2010 quando i due indici toccarono rispettivamente 0,634% e 0,397%.

In una situazione del genere volano le richieste di mutui a tasso variabile anche se c’è da dire che di recente gli spread richiesti dalle banche sono leggermente saliti forse in considerazione di un rischio che in una situazione di crisi è percepito come più alto. Fatto sta che molte banche oggi offrono mutui a tasso variabile venticinquennali per la cifra di centomila euro rimborsando rate mensili di poco superiori ai 500 euro.

giovedì 19 aprile 2012

Ing Direct Mutui Tasso Variabile: offerta da scoprire

Ing Direct Mutui

Nel nostro viaggio nella giungla dell’offerta dei mutui ci imbattiamo oggi nell’offerta di Ing Direct Mutui istituto finanziario online che come i suoi simili punta alla filosofia del risparmio dei costi per potere offrire mutui a tassi vantaggiosi.

Parliamo delle offerte pubblicate in questo momento e valide per mutui erogati entro il prossimo 15 maggio 2012.

Per quanto concerne il  mutuo a tasso variabile Ing Direct Mutui conta quattro possibili offerte:
  • Mutuo Tasso variabile Euribor che comporta il pagamento di un tasso di interesse  che prevede uno spread del 3,5%, indice 1,21 e un TAEG del 4,84% nel caso ad esempio di un finanziamento trentennale di 100000 euro che costa 519 € al mese

  • Mutuo Tasso variabile BCE. In questo caso lo spread è del 4,5%, indice 1% e il TAEG è del 5,61% per un mutuo trentennale di 100000€  comportando una rata di 564 € al mese

  • Mutuo Fisso 5 rinegoziabile  In questo caso il mutuo del nostro esempio alle condizioni attuali del mercato costerebbe circa 554  euro al mese a fronte di uno spread del 3,65%, indice 1,64 e un TAEG del 5,49%

  • Mutuo Fisso 10 rinegoziabile  comporterebbe invece una rata più alta di circa 620 €  in conseguenza di uno spread del 4%, un valore dell’indice del 2,32 e un TAEG di 6,47%
ing direct

I Mutui Ing Direct così offerti possono essere erogati per un minimo di 50000 euro e un massimo di 1 mln di euro se si tratta di prima casa, 500.000 euro per la seconda casa. Hanno una lunghezza minima di 10 anni e una lunghezza massima di 40 anni e possono coprire al massimo il 80 % del valore dell’immobile.

In alternativa è possibile concedere un mutuo per la sostituzione o il rifinanziamento di mutui ipotecari già accesi sulla prima e sulla seconda casa.

Dalla nostra lettura emerge un quadro di non elevata convenienza ma un ventaglio di scelta più ampio del solito al quale va aggiunta la possibilità di un sostanziale risparmio sulla rata nel caso venga abbinata l’apertura di un conto corrente arancio: in questo caso su tutta l’offerta vi è un calo dello spread del 0,20%.

martedì 17 aprile 2012

Mutuo a tasso variabile: l'offerta di Webank

Nonostante il tasso fisso offra maggiori certezze e garanzie (la stessa rata per sempre), coi tempi che corrono, sono sempre più numerose le banche che hanno deciso di puntare sul mutuo a tasso variabile che presenta un maggior grado di volatilità, ma anche rate decisamente più appetibili.

Tra gli istituti bancari orientati al tasso variabile c’è Webank, la banca preferita dal popolo di internet.

Cos’è e a chi è destinato il mutuo variabile di Webank?

Il mutuo variabile di Webank è il finanziamento ideale per chi vuole acquistare o eventualmente ristrutturare un immobile. Possono richiederlo tutti coloro che risiedono in Italia da almeno 3 anni e che, al momento della stipula del contratto, non abbiano superato i 60 anni d’età.

Quali sono le caratteristiche del mutuo variabile di Webank?

  • L’importo massimo finanziabile è di 1.000.000 di euro, fino al 70% del valore della prima casa o fino al 50% in caso di ristrutturazione

  • La durata del mutuo varia da un minimo di 10 anni ad un massimo di 30 anni

Cos’è il mutuo variabile con cap di Webank?

Webank ha pensato anche a chi vuole proteggersi da improvvisi ed eccessivi rialzi della rata, senza perdere i vantaggi del tasso variabile. A queste persone, Webank dedica il mutuo a tasso variabile con cap.

  • Il tasso massimo applicabile è fissato al 6,50% e lo spread si attesta intorno al 3,40% per un mutuo dalla durata ventennale, per raggiungere il 3,50% nelle soluzioni più lunghe

  • Anche in questo caso l’importo erogabile varia dai 50.000 euro per raggiungere la soglia massima di 1.000.000 di euro. E non cambia neppure la durata (dai 10 ai 30 anni)
Concludendo, i mutui a tasso variabile proposti da Webank si rivelano un prodotto altamente competitivo e conveniente... da consigliare!

lunedì 16 aprile 2012

Mutuo a tasso variabile: il Monte dei Paschi propone il Mutuo Natura

Avreste mai pensato che finanza ed ecologia potessero camminare “a braccetto”?

Se l’idea continua a suonarvi inverosimile, proseguite nella lettura di questo post e vi ricrederete.

Oggi vi illustriamo un tipico esempio di finanza etica. Si chiama Mutuo Natura e fa parte dell’offerta finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena.


Cos’è Mutuo Natura?

Il Mutuo Natura del Monte dei Paschi di Siena è la tipologia di finanziamento ideale per chi è alla ricerca di un mutuo e al contempo è molto sensibile alle tematiche ambientali. Si tratta di un mutuo ipotecario rivolto a chi intende acquistare o ristrutturare immobili realizzati nel rispetto dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico.

Mutuo Natura: l’opzione a tasso variabile.

Il Mutuo Natura viene erogato sia con tasso fisso che con tasso variabile. Naturalmente, noi prenderemo in considerazione la seconda opzione.

Come abbiamo già accennato, il Mutuo Natura con tasso variabile è finalizzato all’acquisto di una casa costruita secondo i criteri dell’architettura biologica che, come facilmente intuibile anche dai non addetti ai lavori, privilegia l’uso di materiali e tecniche non inquinanti e rispettosi della natura.

Quali sono le caratteristiche specifiche del contratto?

  • L’importo massimo finanziabile è di 150 mila euro, ma è possibile finanziare fino all’80% del valore dell’immobile in caso di acquisto, e fino al 60% in caso di ristrutturazione.

  • La durata del piano di ammortamento è di 30 anni


  • Alla scadenza del mutuo, il richiedente non deve aver superato i 75 anni di età

Quali documenti occorre presentare?

Chi intende contrarre il Mutuo Natura con tasso variabile, deve presentare la seguente documentazione:

  • Documenti reddituali: la dichiarazione dei redditi e l'ultima busta paga

  • Documenti tecnici: il certificato del Catasto Fabbricati con relative planimetrie

  • Documenti legali: la relazione notarile ventennale.
Insomma, il mutuo ideale per far felice le tasche e l'ambiente!

domenica 15 aprile 2012

Mutuo a tasso variabile: cos’è lo spread?

In un mutuo a tasso variabile, l’importo della rata mensile è dato dalla somma tra l’Euribor e lo spread applicato dalla banca.

Visto che al primo “addendo” abbiamo già dedicato un intero post, oggi cercheremo di comprendere meglio le dinamiche relative allo spread che, col suo andamento “ballerino” e la recente tendenza al rialzo, sta mettendo a dura prova i futuri mutuatari.

Cos’è lo spread di un mutuo variabile?

Spread. Un termine che riecheggia ormai ovunque, dalla radio alla rete e che nell’accezione comune fa riferimento alla differenza di reddito tra due titoli, un titolo italiano e uno tedesco.

Ma lo spread di un mutuo è un'altra cosa. Si tratta del “leggero” rincaro che la banca applica al parametro di riferimento per coprire le spese di gestione nonché i rischi finanziari, e ricavarci un guadagno.

Naturalmente, la decisione di applicare uno spread più o meno elevato dipende dalla discrezionalità di ogni singola banca. Pertanto, tra un’offerta e l’altra possono esistere anche differenze notevoli.

Si parla di spread sia per il mutuo a tasso fisso che per quello a tasso variabile.

Nel secondo caso (quello che a noi maggiormente interessa):


Mutuo variabile = Euribor + Spread

Dove l’Euribor viene rilevato ogni giorno, mentre lo spread rimane fisso per l’intera durata del contratto.

Come incide lo spread sulla rata del mutuo variabile?

Come abbiamo detto, lo spread rappresenta in buona sostanza il margine di “guadagno” della banca. Esso si attesta mediamente intorno all’1,60%. Si parte da offerte promozionali intorno all’0,70% per culminare persino a maggiorazioni del 4,50%.

Come comportarsi?

La situazione si presenta decisamente paradossale. Se l’Euribor tocca in questo periodo i minimi storici, l’andamento dello spread rende tutto più difficile.

Il nostro consiglio è quello di non demordere e confrontare con attenzione le offerte delle diverse banche.

venerdì 13 aprile 2012

Ristrutturare casa grazie ad un mutuo a tasso variabile

Una casa vissuta sprigiona calore e mantiene perciò sempre un certo fascino, ma quando comincia a perdere qualche pezzo è meglio correre ai ripari.

Come fare, però, quando le spese da affrontare sono tante e non si dispone di un "salvadanaio" per le emergenze?

Una soluzione esiste. Si tratta del mutuo ristrutturazione che, come facilmente intuibile, è lo strumento ideale per finanziare i lavori di ammodernamento di un immobile di proprietà quale la propria vecchia abitazione.

L’importo finanziabile copre generalmente l’80% dell’importo dei lavori, che vanno documentati in modo preciso e dettagliato. Occorre presentare dei documenti relativi a:

  • la tipologia di interventi da realizzare;
  • i costi e i tempi necessari;
  • le eventuali autorizzazioni a procedere.

Possono essere finanziati :

  • lavori di manutenzione ordinaria;
  • lavori di manutenzione straordinaria;
  • lavori di ristrutturazione con grandi opere.
Si va dunque da semplici interventi di ristrutturazione ad alcune parti dell’immobile fino a giungere a trasformazioni sostanziali.

Come per qualsiasi mutuo, anche questa particolare tipologia di finanziamento prevede un’erogazione a tasso fisso o variabile.

Noi ci occuperemo naturalmente del mutuo a tasso variabile che, grazie alla clamorosa spinta monetaria della BCE e al notevole abbassamento dell’indice Euribor, sembra decisamente non avere rivali!


Oggi vi illustriamo la proposta di Unicredit.

Il mutuo a tasso variabile per ristrutturazione di Unicredit rappresenta la soluzione adatta a chi vuole dare una ventata di modernità alla propria casa, beneficiando di un finanziamento con una durata più lunga e una rata più comoda allineata all’andamento del mercato finanziario.

L’importo minimo finanziabile è di 50.000 euro, mentre la durata di rimborso varia da un minimo di 5 anni fino ad un massimo di 25 anni. Il cliente può scegliere se associare il mutuo variabile all’Euribor a tre mesi o al tasso BCE, entrambi maggiorati dallo spread commerciale.


giovedì 12 aprile 2012

Mutuo variabile: differenza tra tasso d’ingresso e tasso a regime

Ormai siamo preparatissimi sulle caratteristiche del mutuo a tasso variabile, ma è meglio fare un breve ripasso su alcuni aspetti per poi affrontarne meglio altri.

Come ben sapete, ciò che distingue il mutuo variabile da quello fisso è il tasso d’interesse che non rimane lo stesso per tutta la durata del finanziamento, ma varia in base all’andamento di due principali indici economici, l’Euribor (quello più frequentemente utilizzato) e il tasso BCE.

Ciò che invece resta fisso per l’intero periodo del mutuo è lo spread che indica, in buona sostanza,  il guadagno della Banca.

A rendere vantaggioso il mutuo a tasso variabile rispetto a quello fisso è la possibilità di pagare una rata mensile più comoda, soprattutto all’inizio. Ed è ora che arriviamo finalmente al nocciolo della questione.

Nel mutuo a tasso variabile, si distinguono due tipi di tassi d’interesse: il tasso d’ingresso e il tasso a regime.


Qual è la differenza?

Il tasso d’ingresso è quello che generalmente spinge il cliente a propendere per il mutuo variabile, perché risulta molto vantaggioso ed allettante, ma dura solitamente dai sei mesi fino ad un massimo di due anni. E infatti viene considerato un tasso puramente “promozionale”.

Il vero tasso variabile, quello ufficiale, è il tasso a regime dato dalla somma dell’Euribor più lo spread ed è quello cui bisogna prestare maggiore interesse ed attenzione.

La differenza tra i due tassi può essere molto rilevante. Ecco perché la loro comparazione diventa fondamentale e decisiva nel momento in cui si decide di contrarre un mutuo a tasso variabile.

Uno strumento assai utile per valutare la differenza tra le due tipologie di tasso è il Taeg, un indicatore che consente di sapere qual è il tasso di interesse effettivamente applicato e qual è dunque il costo reale del mutuo.

sabato 7 aprile 2012

Mutuo variabile: tutto quello che devi sapere sull’Euribor

Quando si parla di mutuo a tasso variabile si parla inevitabilmente anche di Euribor. Ma siamo davvero convinti di sapere proprio tutto sul famoso parametro finanziario?

Il post di oggi è dedicato a chi ha ancora qualche dubbio.

Cos’è l’Euribor?

Come indica l’acronimo “Euro Interbank Offered Rate”, l’Euribor è il tasso medio d’interesse a cui avvengono gli accordi finanziari tra le principali banche europee.

L’Euribor viene rilevato e  aggiornato tutti i giorni lavorativi. Di conseguenza risulta affidabilissimo, tanto da essere il prediletto dalla gran parte delle banche per il calcolo della rata dei mutui a tasso variabile.


Quali sono i tipi di Euribor?

Non esiste un solo tipo di Euribor. Gli indici Euribor sono circa una quarantina e vengono distinti in base a scadenze predefinite: ad una settimanaad un mese, a tre mesia sei mesia un anno.

Gli Euribor vengono poi ulteriormente differenziati  in base al divisore che può essere 360 o 365 a seconda che la banca consideri l’anno commerciale o quello solare. L’Euribor 365 è in media più elevato dello 0,05% rispetto all’Euribor 360.

Come varia l’Euribor?

L’Euribor, come abbiamo già precisato in un altro post, è strettamente correlato al tasso ufficiale BCE.
Ma è anche molto sensibile alle fluttuazioni del mercato, anticipando così le decisioni della BCE. In caso di previsioni al rialzo, l’Euribor ad una settimana o quello ad un mese riporteranno valori più bassi di quelli con una scadenza maggiore.

Qual è l’effetto sulla rata del mutuo?

I muti a tasso variabile seguono e si adeguano alle oscillazioni dell’Euribor. Quando varia l’Euribor varia anche il tasso di interesse applicato alla rata del mutuo.

Naturalmente, il tasso rimane invariato sino al successivo aggiornamento e viene applicato solo sulla parte residua del mutuo.

lunedì 2 aprile 2012

Mutui a tasso variabile offset: cosa sono?

Oggi parliamo di un’altra tipologia di mutuo a tasso variabile: i mutui offset. Assai diffusi in Gran Bretagna, dove nascono nel 1998, cominciano a farsi strada anche nel nostro Paese.

Cosa sono i mutui a tasso variabile offset?

Un mutuo offset è una particolare forma di finanziamento in cui l’ammontare degli interessi da pagare è associato alla propria disponibilità di denaro sul conto corrente.

Come funzionano?

Il mutuo variabile offset prevede due modalità di calcolo.

Nella prima, l’importo dell’interesse viene calcolato mensilmente in base alla differenza tra il capitale residuo e la disponibilità di liquidi sul conto corrente. In pratica, più soldi hai sul conto, meno costa la rata del mutuo.

Nel secondo, a ridurre la rata sono invece gli interessi maturati, il 27% dei quali viene però versato al fisco.


Quali sono i vantaggi di un mutuo offset?

Con i mutui variabili offset, è possibile mantenere una certa liquidità sul proprio conto corrente e corrispondere una rata mensile più bassa (soprattutto nei primi anni) di quella di un mutuo a tasso variabile tradizionale.

Quando scegliere un mutuo a tasso variabile offset?

I mutui a tasso variabile con opzione offset rappresentano una buona soluzione per tutte quelle persone che hanno una certa preparazione sull’andamento del mercato finanziario e desiderano approfittare del momento favorevole dell’Euribor, con la previsione di lasciare in giacenza sul conto corrente una buona somma di denaro.


La proposta di Che Banca

Si chiama Mutuo Risparmio ed è un mutuo a tasso variabile che permette di valorizzare i soldi depositati sul proprio conto corrente. Più risparmi, più fai crescere il denaro depositato (assolutamente non vincolato), più abbassi la rata.

Mutuo Risparmio consente di collegare fino a 4 conto correnti, riducendo ancora di più l’importo della rata.

venerdì 30 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile: Euribor o BCE?

Come ben sapete, dal 1 Gennaio 2009 si può scegliere di legare il proprio mutuo a tasso variabile al tasso BCE e non più solo all’Euribor. A stabilirlo, il Decreto anti-crisi che ha “costretto” le banche a proporre ai propri clienti un più ampio ventaglio di soluzioni finanziarie, così da fronteggiare meglio la difficile congiuntura economica e assicurare maggiore trasparenza.

Cosa è accaduto da allora?

Che i parametri di riferimento Euribor e BCE si sono notevolmente abbassati, soprattutto il primo. Mentre il tasso BCE si è stabilizzato all’1%, l’Euribor ha toccato in questi giorni i minimi storici di due anni fa (complice la clamorosa spinta di denaro data dalla Banca Centrale Europea). Al 27 marzo 2012, la scadenza ad 1 mese si è abbassata fino allo 0,43% e quella a 3 mesi allo 0,81%.

A fare la differenza sono però gli spread applicati, decisamente più elevati (sebbene qualche timido segnale positivo cominci ad intravedersi).


Dunque, conviene di più un mutuo a tasso variabile associato all’Euribor o al tasso BCE?

La prima cosa da dire è che i due tassi sono strettamente correlati. Ad oggi, l’Euribor ad 1 mese risulta più conveniente del tasso BCE, ma quest’ultimo è decisamente più stabile e meno soggetto ai continui cambiamenti del mercato finanziario.

In ogni caso, si tratta di una scelta da valutare attentamente col proprio consulente al momento della stipula del mutuo a tasso variabile.

Ma cosa sono gli indici Euribor e BCE?

L’Euribor (euro inter bank offered rate) è il tasso interbancario medio di interesse al quale le banche prestano denaro ad altre banche. Viene diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea.
Il BCE è il tasso di riferimento al quale la Banca Centrale Europea concede prestiti alle banche operanti all’interno dell’Unione Europea.

giovedì 29 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile con opzione

L’Euribor è in decisiva picchiata e il mutuo a tasso variabile continua ad essere il favorito dagli italiani, popolo di inguaribili ottimisti. Pertanto, proseguiamo il nostro percorso alla scoperta delle diverse tipologie di mutui a tasso variabile.

Oggi esaminiamo il mutuo a tasso variabile con opzione, la soluzione ideale per chi ama la versatilità ed è particolarmente attento alle continue evoluzioni del mercato finanziario.

Cos’è il mutuo a tasso variabile con opzione?

Il mutuo a tasso variabile con opzione è un tipo di contratto finalizzato all’acquisto della prima o della seconda casa. Esso consente di passare, in qualsiasi momento e a scadenze prestabilite, al tasso fisso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Al termine del “periodo d’opzione” (solitamente compreso tra i 2 e i 10 anni), il cliente può decidere di rinegoziare il mutuo e cambiare il tasso d’interesse in base al momento economico attuale.


Vantaggi

Presto detto: l’elasticità. Qualora si stia attraversando una fase in cui le opportunità del tasso fisso sono particolarmente allettanti, è possibile bloccare il tasso del mutuo su quella quota fino alla successiva opzione.

Svantaggi

Anche questo facilmente intuibile: la variabilità. Nel passaggio da una formula all’altra, non viene conservato  il tasso d’interesse originario, ma utilizzato il tasso aggiornato. Questo vuol dire che mentre lo spread è noto fin dall’inizio, le quotazioni si adeguano ai mutamenti degli indici di riferimento, l’Euribor per il tasso variabile e l’IRS per quello fisso.

Quando si consiglia il mutuo a tasso variabile con opzione?

Questo tipo di mutuo è particolarmente adatto a tutti coloro che desiderano un mutuo flessibile, hanno una buona conoscenza degli eventi economici  e intendono  adeguarli alla propria condizione economica.

Raccomandazioni

È bene annotare la data di scadenza dell’opzione, in quanto la Banca non è tenuta ad inviare alcuna comunicazione.

lunedì 26 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile con Cap (Capped Rate) o a tasso variabile a tetto massimo

Visto l’andamento decrescente dell’ indice Euribor, nel 2012 è previsto un ulteriore innalzamento delle richieste legate ai mutui a tasso variabile, per cui riteniamo interessante argomentare in modo più approfondito questo tema illustrando anche le varie tipologie di mutui a tasso variabile esistenti.

Iniziamo con il mutuo  cap anche detto a tasso variabile a tetto massimo.

Cos’è il mutuo variabile con cap?

Possiamo definire questa tipologia come una forma ibrida che si pone a confine tra il mutuo a tasso fisso e il mutuo a tasso variabile riassumendone i rispettivi vantaggi.  Le caratteristiche che lo contraddistinguono dalle due forme sopra menzionate sono due:

-          Il cap o tetto massimo

-          Il floor

Il cap (capped rate) è una particolare formula che offre il vantaggio di limitare l’innalzamento del tasso d’interesse prevedendo un tetto massimo invalicabile.  

Di contro, a volte la Banca include anche il floor, ossia è una soglia minima al di sotto della quale il tasso non può scendere. Non è sempre previsto, ma qualora ci sia, nel caso in cui i tassi scendano sotto il punto percentuale stabilito,  il floor rappresenta sicuramente uno svantaggio.

Alla luce di quanto esposto, appare chiaro che questo tipo di mutuo implica un’assunzione di rischio da parte della Banca. Tale rischio è rappresentato dal minore guadagno che potrebbe subire l’Ente Creditizio nel caso in cui il tasso d’interesse dovesse innalzarsi oltre il tetto massimo indicato dal cap. Ovviamente nessuna Banca si assume un rischio del genere gratuitamente, per cui la garanzia del cap ha un costo che andrà ad influire sulle rate periodiche riducendo piuttosto sensibilmente il vantaggio del tasso variabile rispetto a quello fisso.

Vantaggi

- Si può beneficiare di un tasso d’interesse più basso rispetto al mutuo a tasso fisso;

- Offre la possibilità di “arginare” parzialmente il rischio tipico del mutuo variabile ossia l’eccessivo innalzamento del tasso d’interesse ed il conseguente aumento della rata da corrispondere.

 Svantaggi

Tra gli svantaggi annoveriamo sicuramente l’onere imposto dalla Banca per garantire il tetto massimo, che in media ha un’incidenza percentuale del 0,60% .

Anche il floor (se previsto) è sicuramente da catalogare tra gli svantaggi in quanto, se i tassi d'interesse scendono al di sotto della soglia minima indicata, limita la convenienza del tasso variabile.

Quando scegliere il mutuo cap

Questa particolare tipologia di mutuo è indicata per tutti coloro che vogliono godere del tasso d'interesse variabile limitando il rischio di vedere lievitare troppo la rata da corrispondere.  

sabato 24 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile e rata costante ovvero Mutuo Affitto


Un’altra variante molto interessante del mutuo a tasso variabile è il mutuo affitto.

Cos’è il mutuo affitto

E’ una particolare formula (che pochi Istituti Bancari in verità hanno mantenuto), in cui l’incognita non è l’importo della rata, bensì la durata del piano d’ammortamento. Questa particolare tipologia di mutuo, infatti, offre la possibilità di usufruire del tasso d’interesse applicato al mutuo variabile, garantisce la stabilità del corrispettivo da corrispondere alla scadenza delle varie rate periodiche, ma non assicura che il numero delle rate sarà effettivamente quello preventivato in fase di sottoscrizione del contratto di mutuo.  

In buona sostanza, il mutuo viene influenzato dalle oscillazioni dell’Euribor, ma queste, invece di ripercuotersi sulle varie rate periodiche si traducono in un prolungamento  ovvero in una riduzione della durata del debito. A tal prolungamento, infine, viene posto un limite al raggiungimento del quale si prevede il pagamento di una maxirata finale. Così come già affermato per il mutuo cap, anche in questo caso, la garanzia della rata costante ha un costo che va a sommarsi in termini di percentuale al tasso d’interesse variabile vigente al momento della stipula del contratto di mutuo.

Vantaggi

I  vantaggi sono svariati:

-          rata costante;

-          possibilità di usufruire del tasso variabile più favorevole rispetto al tasso fisso;

-          riduzione del debito totale con conseguente “contrazione” del piano d’ammortamento nel caso in cui si verifichi una  sensibile riduzione del tasso d’interesse rispetto a quello vigente al momento della stipula del contratto di mutuo.


Svantaggi

-          Lo svantaggio maggiore è insito nell’imprevedibilità del mercato finanziario e della conseguente oscillazione dei   tassi d’interesse. Questo rischio si palesa nel momento in cui il tasso d’interesse subisce  un innalzamento tale da causare un prolungamento del debito e di conseguenza un numero maggiore di rate da corrispondere rispetto al previsto;

-         Anche l'onere imposto dalla Banca per garantire la costanza delle rate rappresenta uno svantaggio da non sottovalutare;

-          Un altro svantaggio, infine, è  rappresentato dal rischio di pagare la maxirata finale.

 Quando è consigliato un mutuo affitto

Questa tipologia di mutuo si sposa molto bene con le esigenze di chi ha un’entrata finanziaria costante (personale dipendente), in quanto permette di gestire facilmente il budget famigliare scongiurando il rischio di pagare una rata più alta rispetto a quella preventivata. 
                                                         

venerdì 23 marzo 2012

Regione Piemonte e Mutui: Il piano casa dalla parte dei giovani


Ciò che mi ero auspicato alcuni giorni fa è divenuto realtà e dopo la Lombardia ora è la volta del Piemonte. La Regione Piemonte, infatti, ha inserito all’interno del Piano Casa alcuni provvedimenti volti ad aiutare le giovani coppie che hanno difficoltà a stipulare un contratto di mutuo o che, pur avendo già un finanziamento in essere, a causa della crisi economica che ha avuto una serie di ripercussioni (licenziamenti, riduzione degli orari di lavoro, cassa integrazione), non riescono a onorare le rate in scadenza. L’annuncio arriva proprio dal Governatore Roberto Cota ed è stato diffuso in rete attraverso il Social Network Twitter.


E' importate ricordare che il Piemonte è stata la Regione Italiana che nel 2010 ha registrato il tasso di disoccupazione giovanile più alto e questa non è certo una condizione che può facilitare l’accesso al credito da parte dei giovani. In una realtà economica in cui non c'è spazio nemmeno per chi dimostra una capacità restitutiva, disoccupati e lavoratori atipici sono penalizzati in quanto non hanno alcuna garanzia da offrire alla Banca e non hanno alcun documento che ne possa attestare la solvibilità. In virtù di tale presupposto, la Regione Piemonte fa un importante passo avanti e si schiera dalla parte dei giovani; dalla parte di quella grande fetta di popolazione che ha "tanti oneri e pochi onori" e propone loro un aiuto concreto che consiste nel:

- fornire tramite la Finpiemonte (società finanziaria pubblica da sempre impegnata a sostenere lo sviluppo economico piemontese) le garanzie necessarie per permettere ai giovani di prendere un mutuo;

- aiutare, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, chi ha già un mutuo in essere ma versa in condizioni economiche tali da non permettergli di onorare il debito contratto.

Sono ancora da definire le modalità di accesso ai fondi, continuate a seguirci per restare informati sulle future evoluzioni.

giovedì 22 marzo 2012

Mutui Intesa San Paolo

Mutui Intesa San Paolo è il nostro argomento di oggi. Proprio qualche tempo fa ho letto sul Sole 24 ore un articolo dove si elencavano le varie modalità con cui le Banche limitano l'accesso al credito. Tra queste, si indicava anche la poca (o meglio inesistente) disponibilità delle Banche a concedere mutui ipotecari al 100% per l’acquisto della prima abitazione. A farne le spese, sono soprattutto le giovani coppie che intendono acquistare l’abitazione principale ma non hanno liquidità disponibile da investire. Mutui Intesa San Paolo va contro corrente e ha lanciato la promozione Super Flash (valida fino al 31 marzo, salvo proroghe) legata al Mutuo Domus Variabile che, se non assicura un finanziamento al 100%, almeno consente di avere alcune agevolazioni.

Mutui Intesa San Paolo Domus


E’ un mutuo rivolto ai giovani under 35 (anche se lavoratori atipici) che richiedono un finanziamento per acquistare la prima casa.

mutui-intesa-san-paolo

Caratteristiche generali dei Mutui Intesa San Paolo Domus

  • Tasso: i Mutui Intesa San Paolo offrono un tasso variabile calcolato con cadenza mensile sommando all’indice Euribor 1 mese uno spread che varia dal 2,80% al 3,10% (in base alla durata del mutuo).

  • Limite di intervento: i Mutui Intesa San Paolo ammettono un finanziamento fino all’80% del prezzo minore tra quello di acquisto e il valore dell’immobile definito dalla perizia.
  • Requisiti necessari per i Mutui Intesa San Paolo

  • età compresa tra 18 e 34 anni; 
  • alla scadenza del contratto di mutuo il mutuatario dovrà avere un'età inferiore ai 75 anni;
  • residenza in Italia.

  • Durata e spread dei Mutui Intesa San Paolo

     Sono previsti vari piano di ammortamento (6-10-15-20-25-30 anni). Lo spread applicato varia secondo la durata scelta:  
  •  dai 6 ai 20 anni si applica uno spread pari a 2,80%;

  • dai 25 e 30 anni si applica uno spread pari a 3,10%.

  • Promozione Offerta Super Flash Mutui Intesa San Paolo valida fino al 31 marzo
    Tale offerta, oltre ad applicare tassi agevolati, offre anche due interessanti opzioni complementari al mutuo:
  • Sospensione Rate: dopo aver pagato regolarmente almeno 24 rate di mutuo consecutive, si potrà sospendere il pagamento per tre volte e per un massimo di 6 mesi. Tra una richiesta e l’altra dovrà intercorrere un periodo pari almeno a 6 mesi. 

  • mutuo-abitazione

  • Flessibilità durata: dopo il pagamento di almeno 24 mensilità consecutive si potrà richiedere (soltanto per una volta) la riduzione o l’aumento della durata del mutuo. Va inoltre precisato che l’aumento di durata massimo consentito è pari a 10 anni a patto che: 
    - la durata complessiva del finanziamento non superi i 40 anni (esclusi i periodi di sospensione rata);
    - alla nuova scadenza, il mutuatario non superi i 75 anni di età (esclusi i periodi di sospensione rata).

    Oltre a tali opzioni gratuite i Mutui Intesa San Paolo prevedono:
    - invio delle comunicazioni di rate in scadenza esente;
    - spese d’istruttoria esenti.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda prodotto.

lunedì 19 marzo 2012

Effetto BCE: Euribor scende, rate mutui variabili più leggere ma nuovi contratti più onerosi


La mossa della BCE (Banca Centrale Europea), che ha "irrorato" il mercato finanziario distribuendo denaro a condizioni favorevoli (1%), comincia a dare i primi risultati e, portando un risparmio pari al 5% sulle rate, regala una ventata d'aria fresca alle famiglie alle prese con un mutuo a tasso variabile

L'indice Euribor si è ridotto improvvisamente e in questo periodo sfiora i minimi storici registrati due anni fa; pensate che soltanto un mese fa, gli indici Euribor utilizzati per determinare le rate dei mutui erano sopra l'1% e gli esperti già prevedevano nuovi rialzi, mentre al 15 marzo l'Euribor a tre mesi è sceso a 0,86% e l'Euribor a 1 mese a 0,46 %I Future quotati sul mercato di Londra sprizzano ottimismo da tutti i pori, prevedendo una nuova discesa dell'Euribor a 3 mesi fino a toccare quota 0,7% entro Settembre. In seguito ci sarà un recupero molto lento che assicurerà alle famiglie rate leggere ancora per diversi anni.

Diametralmente opposta la situazione per i nuovi contratti di mutuo a tasso variabile che prevedono rate molto salate per i nuovi clienti; dalla scorsa estate, infatti, si rileva un rincaro pari al 12% (che arriva a toccare addirittura il 16% se si sceglie un mutuo a tasso fisso).


Perché i mutui a tasso variabile esistenti scendono mentre i nuovi mutui hanno rate più care?
 La soluzione dell'enigma c’è fornita da uno dei quotidiani professionali più accreditati: il Sole 24 Ore che imputa alla crisi finanziaria la responsabilità di tale divario.

Da quanto si apprende dall'articolo cui ci siamo ispirati, infatti, se da un lato la crisi finanziaria ha portato a una consistente riduzione dell'indice Euribor, dall'altra ha causato un'ascesa inarrestabile dello spread (maggiorazione applicata dalle Banche che grava sul tasso finito applicato alla clientela). Lo spread medio è passato nel giro di pochi mesi da 1,3% (valore di giugno 2011) a 3,6% (valore Febbraio 2012)
Come influisce l'effetto BCE sullo spread applicato dalle Banche.

Nonostante l'ascesa dello spread, alcune novità si affacciano timidamente all'orizzonte. Alcune Banche, infatti, (rincuorate dalla maggiore liquidità distribuita dalla BCE che ha smorzato le difficoltà di finanziamento) hanno iniziato a ridurre gli spread, altre ancora ne hanno almeno arrestato la folle corsa. Gli esperti più pessimisti temono si tratti soltanto di una tecnica strategica messa in atto per acquisire nuova clientela, i prossimi mesi saranno decisivi e ci forniranno tutte le dovute spiegazioni a riguardo.

 Continuate a seguirci per sapere cosa ci riserva ancora l'imprevedibile ed enigmatico mondo del mercato finanziario.

venerdì 16 marzo 2012

Mutui: La Regione Lombardia tende la mano alle famiglie con difficoltà economiche


In un contesto finanziario difficile e in via di evoluzione come quello attuale (anche alla stregua delle ultime disposizioni in tema di liberalizzazioni), in un momento in cui (nonostante l'indice Euribor registri continue riduzioni di punti percentuale) i tassi d'interesse spiccano il volo a causa della costante ascesa dello spread imposto dalle Banche,  l'iniziativa portata avanti dalla Regione Lombardia appare come la classica "manna dal cielo" per tutte quelle famiglie del Nord che, versando in condizioni economiche disagiate, non riescono ad onorare le rate di mutuo in scadenza. In realtà, più che un'iniziativa è un vero e proprio "piano di soccorso" volto a sostenere i nuclei famigliari meno abbienti con interventi mirati e specifici. 

Analizziamo meglio questa iniziativa  con cui la Giunta Regionale, unitamente ad alcuni Enti Creditizi che hanno già sposato il progetto, intende "fare muro" intorno ai cittadini contrastando i disastrosi effetti della crisi economica che attualmente attanaglia il nostro Paese. Tra i piani che sono attualmente in fase di sviluppo e che sono stati presentati la settimana scorsa dal Presidente Formigoni e dall’Assessore alla Casa Zambetti, ne citiamo due che sono davvero interessanti.



Le famiglie che navigano in cattive acque e riscontrano gravi difficoltà a far fronte al debito contratto con la Banca, potranno optare per due soluzioni entrambe valide:

- potranno trasformarlo in un affitto calmierato per 4 anni rinnovabile per altri 4 e successivamente tornare a corrispondere le rate di mutuo residue.

- potranno usufruire del "Patto Salva Mutui", progetto che (come spiegato dal Presidente Formigoni) la Giunta Regionale sta portando avanti  in accordo con alcune Banche aderenti  e che consentirà ai nuclei famigliari più disagiati di sospendere il mutuo per un periodo di 4 o 8 anni, risanare la propria situazione economica e successivamente ripristinare il piano d’ammortamento originario. Gli Istituti di Credito che hanno già aderito all'iniziativa sono la Banca Unicredit e l'Intesa S. Paolo, ma stanno per essere contattati anche altre banche.

Tali iniziative sono ancora in via di sviluppo, pertanto vi invitiamo  a seguirci per conoscere le future evoluzioni di questo lodevole progetto.  

mercoledì 14 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile: quando e come sceglierlo

Il mutuo a tasso variabile presenta delle peculiarità che lo contraddistinguono da quello a tasso fisso e che devono essere attentamente analizzate per valutare se tale forma di finanziamento sia quella più consona a rispondere alle rispettive esigenze individuali.

Cos’è il mutuo a tasso variabile?

La principale caratteristica del mutuo a tasso variabile è rappresentata dalle rate di ammortamento non costanti. La componente variabile della rata è il tasso di interesse, ovvero la maggiorazione percentuale che la Banca applica su ogni rata di mutuo in scadenza. Mentre nel mutuo a tasso fisso, tale percentuale è costante nel  tempo, nel mutuo a tasso variabile oscilla, seguendo le naturali evoluzioni del mercato e le variazioni degli indici finanziari preposti ad esprimere l’andamento del costo del denaro.  L’indice generalmente utilizzato per  ridefinire l’importo delle rate variabili è l’Euribor e il suo aggiornamento avviene con la stessa cadenza periodica delle rate di mutuo. Se pertanto si è optato per un pagamento mensile, ogni mese la Banca provvederà a rilevare le variazioni dell’indice Euribor e in base a queste ridurrà o maggiorerà l’importo dovuto dal cliente a saldo della rata in scadenza. 



Vantaggi

Questo tipo di mutuo prevede una rata iniziale inferiore rispetto al mutuo a tasso fisso e ciò permette al cliente di poter ottenere una maggiore somma di denaro, ovvero, di contenere l’importo della rata per alcuni mesi.

Il tasso d'interesse variabile costituisce un elemento di forte rischio soltanto per le prime rate di mutuo.  La quota interessi, infatti, viene calcolata sempre sul totale del capitale residuo (capitale che diminuisce progressivamente), per cui un eventuale incremento del tasso d'interesse successivo ai primi anni di ammortamento, non provocherebbe un'importante variazione della rata.

Di contro, se l’indice Euribor dovesse avere un andamento a ribasso, ciò si potrebbe tradurre in una sensibile riduzione del debito totale da estinguere.

Svantaggi

 Lo svantaggio principale è rappresentato dal rischio di trovarsi nella condizione di onorare un debito maggiore rispetto a quello preventivato. Si possono effettuare delle analisi di mercato volte a scongiurare tale rischio ma rimangono comunque ragionamenti meramente empirici.

Quando scegliere il tasso variabile rispetto al fisso?

 In linea generale si può affermare che questo tipo di mutuo è particolarmente indicato per chi:

- ha una capacità restitutiva tale da far fronte prontamente a eventuali aumenti della rata;
- è un soggetto mentalmente predisposto a sopportare tale rischio.

Infine, è particolarmente indicato per i mutui con una durata ventennale o trentennale in quanto l'andamento ciclico del mercato finanziario consente, a lungo termine, una certa prevedibilità delle variazioni  e un maggiore contenimento dei rischi legati a questa tipologia di mutuo.

martedì 13 marzo 2012

Mutui e Prestiti: i Tassi vanno su


Infine arrivò Bankitalia. L’Istituto di Palazzo Koch ha certificato quello di cui molti si erano resi conto e cioè che le corpose iniezioni di liquidità concesse dalla Banca Europea al sistema finanziario italiano non hanno sortito gli effetti sperati in termini di accesso al credito per le famiglie e per le aziende.

Anzi, quello che la nostra Banca Centrale ha rilevato è che c’è stata un’ulteriore contrazione del credito: una vera iattura per il sistema economico di un paese che viene strozzato dall’azione combinata di un credito difficoltoso, di una clientela pubblica che paga con forte ritardo e di un mercato privato ancora asfittico come testimoniano le previsioni di crescita che recitano un modesto + 0,4% del PIL.

In particolare è forte il calo del tasso di crescita dei mutui al settore privato (dal +2,3% è sceso a +1,6%), trascinato al ribasso dalla sensibile riduzione di questo tasso con riferimento alle società.

Le famiglie invece hanno ricevuto una stretta meno sensibile anche se comunque i mutui continuano ad essere costosi.

Se infatti il tasso di interesse medio per concedere un mutuo per l’acquisto di un abitazione era in dicembre del 4,27%, nel mese di gennaio è salito fino al valore medio del 4,55%. In crescita anche il tasso di interesse per il credito a consumo che si impenna dal 9,11 al 9,91%. E a pagare a quanto pare sono proprio solo le famiglie e i consumatori perché i tassi che le banche chiedono per i mutui oltre il milione di euro, non proprio usuali per una famiglia, sono calati.

Una realtà certificata anche dal calo dei depositi privati presso le banche: le persone risparmiano meno e se lo fanno preferiscono conti deposito che invece crescono. Continua un trend che nel 2011 aveva portato a un calo complessivo dell’80%, un calo di liquidità che innesca un circolo vizioso traducendosi ancora una volta in una stretta del credito con il conseguente aumento dei tassi di interesse.

lunedì 12 marzo 2012

Decreto liberalizzazioni: mutuo più facile


Il decreto liberalizzazioni ha passato lo scoglio del Senato e ora si appresta all’impegno della Camera. Rilevanti le novità che il decreto imporrebbe in materia di mutui se dovesse passare senza ulteriori emendamenti.

Le novità fondamentalmente riguardano il momento della contrattazione tra Banca e cliente, che incidono sulle modalità di concessione del mutuo.

In particolare alle banche non sarà più consentito di porre all’erogazione di un mutuo la condizione della stipula di un’assicurazione con un gruppo assicurativo in qualche modo legato alla stessa banca. Se la banca vorrà in qualche modo assicurare il suo credito dovrà presentare al cliente almeno altri due preventivi di assicurazione, prodotti da gruppi non controllati dallo stesso istituto.

Una norma di portata non eccezionale perché non risulta fosse molto in voga la pratica di pretendere dal cliente una certa assicurazione.

Assolutamente rilevante invece la novità riportata dal comma 3 dell’articolo 28 del decreto che vieta alle banche di porre, per l’erogazione del mutuo, la condizione dell’apertura di un conto corrente presso lo stessa società, sia esso banca, istituto o intermediario.

Si pone così fine a una pratica, questa si, particolarmente comune, causa di un irrigidimento del mercato e di una stretta alla concorrenza.

Infatti la circostanza che un consumatore dovesse aprire un nuovo conto corrente per farsi erogare un mutuo era in qualche modo un deterrente alla ricerca dell’offerta più conveniente sul mercato.


Questo provvedimento dovrebbe portare un considerevole risparmio nelle tasche dei cittadini, tuttavia potrebbe andare meglio se venisse confermato l’articolo che rende nulle tutte quelle clausole che dispongono commissioni in favore degli istituti che concedono un credito. Va detto che le banche stanno osteggiando quest’ultima norma in maniera compatta, addirittura il presidente dell’ABI e il suo comitato avevano minacciato dimissioni in blocco, e le possibilità che la Camera faccia calare la ghigliottina su questa disposizione sono molto alte.