venerdì 30 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile: Euribor o BCE?

Come ben sapete, dal 1 Gennaio 2009 si può scegliere di legare il proprio mutuo a tasso variabile al tasso BCE e non più solo all’Euribor. A stabilirlo, il Decreto anti-crisi che ha “costretto” le banche a proporre ai propri clienti un più ampio ventaglio di soluzioni finanziarie, così da fronteggiare meglio la difficile congiuntura economica e assicurare maggiore trasparenza.

Cosa è accaduto da allora?

Che i parametri di riferimento Euribor e BCE si sono notevolmente abbassati, soprattutto il primo. Mentre il tasso BCE si è stabilizzato all’1%, l’Euribor ha toccato in questi giorni i minimi storici di due anni fa (complice la clamorosa spinta di denaro data dalla Banca Centrale Europea). Al 27 marzo 2012, la scadenza ad 1 mese si è abbassata fino allo 0,43% e quella a 3 mesi allo 0,81%.

A fare la differenza sono però gli spread applicati, decisamente più elevati (sebbene qualche timido segnale positivo cominci ad intravedersi).


Dunque, conviene di più un mutuo a tasso variabile associato all’Euribor o al tasso BCE?

La prima cosa da dire è che i due tassi sono strettamente correlati. Ad oggi, l’Euribor ad 1 mese risulta più conveniente del tasso BCE, ma quest’ultimo è decisamente più stabile e meno soggetto ai continui cambiamenti del mercato finanziario.

In ogni caso, si tratta di una scelta da valutare attentamente col proprio consulente al momento della stipula del mutuo a tasso variabile.

Ma cosa sono gli indici Euribor e BCE?

L’Euribor (euro inter bank offered rate) è il tasso interbancario medio di interesse al quale le banche prestano denaro ad altre banche. Viene diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea.
Il BCE è il tasso di riferimento al quale la Banca Centrale Europea concede prestiti alle banche operanti all’interno dell’Unione Europea.

giovedì 29 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile con opzione

L’Euribor è in decisiva picchiata e il mutuo a tasso variabile continua ad essere il favorito dagli italiani, popolo di inguaribili ottimisti. Pertanto, proseguiamo il nostro percorso alla scoperta delle diverse tipologie di mutui a tasso variabile.

Oggi esaminiamo il mutuo a tasso variabile con opzione, la soluzione ideale per chi ama la versatilità ed è particolarmente attento alle continue evoluzioni del mercato finanziario.

Cos’è il mutuo a tasso variabile con opzione?

Il mutuo a tasso variabile con opzione è un tipo di contratto finalizzato all’acquisto della prima o della seconda casa. Esso consente di passare, in qualsiasi momento e a scadenze prestabilite, al tasso fisso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Al termine del “periodo d’opzione” (solitamente compreso tra i 2 e i 10 anni), il cliente può decidere di rinegoziare il mutuo e cambiare il tasso d’interesse in base al momento economico attuale.


Vantaggi

Presto detto: l’elasticità. Qualora si stia attraversando una fase in cui le opportunità del tasso fisso sono particolarmente allettanti, è possibile bloccare il tasso del mutuo su quella quota fino alla successiva opzione.

Svantaggi

Anche questo facilmente intuibile: la variabilità. Nel passaggio da una formula all’altra, non viene conservato  il tasso d’interesse originario, ma utilizzato il tasso aggiornato. Questo vuol dire che mentre lo spread è noto fin dall’inizio, le quotazioni si adeguano ai mutamenti degli indici di riferimento, l’Euribor per il tasso variabile e l’IRS per quello fisso.

Quando si consiglia il mutuo a tasso variabile con opzione?

Questo tipo di mutuo è particolarmente adatto a tutti coloro che desiderano un mutuo flessibile, hanno una buona conoscenza degli eventi economici  e intendono  adeguarli alla propria condizione economica.

Raccomandazioni

È bene annotare la data di scadenza dell’opzione, in quanto la Banca non è tenuta ad inviare alcuna comunicazione.

lunedì 26 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile con Cap (Capped Rate) o a tasso variabile a tetto massimo

Visto l’andamento decrescente dell’ indice Euribor, nel 2012 è previsto un ulteriore innalzamento delle richieste legate ai mutui a tasso variabile, per cui riteniamo interessante argomentare in modo più approfondito questo tema illustrando anche le varie tipologie di mutui a tasso variabile esistenti.

Iniziamo con il mutuo  cap anche detto a tasso variabile a tetto massimo.

Cos’è il mutuo variabile con cap?

Possiamo definire questa tipologia come una forma ibrida che si pone a confine tra il mutuo a tasso fisso e il mutuo a tasso variabile riassumendone i rispettivi vantaggi.  Le caratteristiche che lo contraddistinguono dalle due forme sopra menzionate sono due:

-          Il cap o tetto massimo

-          Il floor

Il cap (capped rate) è una particolare formula che offre il vantaggio di limitare l’innalzamento del tasso d’interesse prevedendo un tetto massimo invalicabile.  

Di contro, a volte la Banca include anche il floor, ossia è una soglia minima al di sotto della quale il tasso non può scendere. Non è sempre previsto, ma qualora ci sia, nel caso in cui i tassi scendano sotto il punto percentuale stabilito,  il floor rappresenta sicuramente uno svantaggio.

Alla luce di quanto esposto, appare chiaro che questo tipo di mutuo implica un’assunzione di rischio da parte della Banca. Tale rischio è rappresentato dal minore guadagno che potrebbe subire l’Ente Creditizio nel caso in cui il tasso d’interesse dovesse innalzarsi oltre il tetto massimo indicato dal cap. Ovviamente nessuna Banca si assume un rischio del genere gratuitamente, per cui la garanzia del cap ha un costo che andrà ad influire sulle rate periodiche riducendo piuttosto sensibilmente il vantaggio del tasso variabile rispetto a quello fisso.

Vantaggi

- Si può beneficiare di un tasso d’interesse più basso rispetto al mutuo a tasso fisso;

- Offre la possibilità di “arginare” parzialmente il rischio tipico del mutuo variabile ossia l’eccessivo innalzamento del tasso d’interesse ed il conseguente aumento della rata da corrispondere.

 Svantaggi

Tra gli svantaggi annoveriamo sicuramente l’onere imposto dalla Banca per garantire il tetto massimo, che in media ha un’incidenza percentuale del 0,60% .

Anche il floor (se previsto) è sicuramente da catalogare tra gli svantaggi in quanto, se i tassi d'interesse scendono al di sotto della soglia minima indicata, limita la convenienza del tasso variabile.

Quando scegliere il mutuo cap

Questa particolare tipologia di mutuo è indicata per tutti coloro che vogliono godere del tasso d'interesse variabile limitando il rischio di vedere lievitare troppo la rata da corrispondere.  

sabato 24 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile e rata costante ovvero Mutuo Affitto


Un’altra variante molto interessante del mutuo a tasso variabile è il mutuo affitto.

Cos’è il mutuo affitto

E’ una particolare formula (che pochi Istituti Bancari in verità hanno mantenuto), in cui l’incognita non è l’importo della rata, bensì la durata del piano d’ammortamento. Questa particolare tipologia di mutuo, infatti, offre la possibilità di usufruire del tasso d’interesse applicato al mutuo variabile, garantisce la stabilità del corrispettivo da corrispondere alla scadenza delle varie rate periodiche, ma non assicura che il numero delle rate sarà effettivamente quello preventivato in fase di sottoscrizione del contratto di mutuo.  

In buona sostanza, il mutuo viene influenzato dalle oscillazioni dell’Euribor, ma queste, invece di ripercuotersi sulle varie rate periodiche si traducono in un prolungamento  ovvero in una riduzione della durata del debito. A tal prolungamento, infine, viene posto un limite al raggiungimento del quale si prevede il pagamento di una maxirata finale. Così come già affermato per il mutuo cap, anche in questo caso, la garanzia della rata costante ha un costo che va a sommarsi in termini di percentuale al tasso d’interesse variabile vigente al momento della stipula del contratto di mutuo.

Vantaggi

I  vantaggi sono svariati:

-          rata costante;

-          possibilità di usufruire del tasso variabile più favorevole rispetto al tasso fisso;

-          riduzione del debito totale con conseguente “contrazione” del piano d’ammortamento nel caso in cui si verifichi una  sensibile riduzione del tasso d’interesse rispetto a quello vigente al momento della stipula del contratto di mutuo.


Svantaggi

-          Lo svantaggio maggiore è insito nell’imprevedibilità del mercato finanziario e della conseguente oscillazione dei   tassi d’interesse. Questo rischio si palesa nel momento in cui il tasso d’interesse subisce  un innalzamento tale da causare un prolungamento del debito e di conseguenza un numero maggiore di rate da corrispondere rispetto al previsto;

-         Anche l'onere imposto dalla Banca per garantire la costanza delle rate rappresenta uno svantaggio da non sottovalutare;

-          Un altro svantaggio, infine, è  rappresentato dal rischio di pagare la maxirata finale.

 Quando è consigliato un mutuo affitto

Questa tipologia di mutuo si sposa molto bene con le esigenze di chi ha un’entrata finanziaria costante (personale dipendente), in quanto permette di gestire facilmente il budget famigliare scongiurando il rischio di pagare una rata più alta rispetto a quella preventivata. 
                                                         

venerdì 23 marzo 2012

Regione Piemonte e Mutui: Il piano casa dalla parte dei giovani


Ciò che mi ero auspicato alcuni giorni fa è divenuto realtà e dopo la Lombardia ora è la volta del Piemonte. La Regione Piemonte, infatti, ha inserito all’interno del Piano Casa alcuni provvedimenti volti ad aiutare le giovani coppie che hanno difficoltà a stipulare un contratto di mutuo o che, pur avendo già un finanziamento in essere, a causa della crisi economica che ha avuto una serie di ripercussioni (licenziamenti, riduzione degli orari di lavoro, cassa integrazione), non riescono a onorare le rate in scadenza. L’annuncio arriva proprio dal Governatore Roberto Cota ed è stato diffuso in rete attraverso il Social Network Twitter.


E' importate ricordare che il Piemonte è stata la Regione Italiana che nel 2010 ha registrato il tasso di disoccupazione giovanile più alto e questa non è certo una condizione che può facilitare l’accesso al credito da parte dei giovani. In una realtà economica in cui non c'è spazio nemmeno per chi dimostra una capacità restitutiva, disoccupati e lavoratori atipici sono penalizzati in quanto non hanno alcuna garanzia da offrire alla Banca e non hanno alcun documento che ne possa attestare la solvibilità. In virtù di tale presupposto, la Regione Piemonte fa un importante passo avanti e si schiera dalla parte dei giovani; dalla parte di quella grande fetta di popolazione che ha "tanti oneri e pochi onori" e propone loro un aiuto concreto che consiste nel:

- fornire tramite la Finpiemonte (società finanziaria pubblica da sempre impegnata a sostenere lo sviluppo economico piemontese) le garanzie necessarie per permettere ai giovani di prendere un mutuo;

- aiutare, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, chi ha già un mutuo in essere ma versa in condizioni economiche tali da non permettergli di onorare il debito contratto.

Sono ancora da definire le modalità di accesso ai fondi, continuate a seguirci per restare informati sulle future evoluzioni.

giovedì 22 marzo 2012

Mutui Intesa San Paolo

Mutui Intesa San Paolo è il nostro argomento di oggi. Proprio qualche tempo fa ho letto sul Sole 24 ore un articolo dove si elencavano le varie modalità con cui le Banche limitano l'accesso al credito. Tra queste, si indicava anche la poca (o meglio inesistente) disponibilità delle Banche a concedere mutui ipotecari al 100% per l’acquisto della prima abitazione. A farne le spese, sono soprattutto le giovani coppie che intendono acquistare l’abitazione principale ma non hanno liquidità disponibile da investire. Mutui Intesa San Paolo va contro corrente e ha lanciato la promozione Super Flash (valida fino al 31 marzo, salvo proroghe) legata al Mutuo Domus Variabile che, se non assicura un finanziamento al 100%, almeno consente di avere alcune agevolazioni.

Mutui Intesa San Paolo Domus


E’ un mutuo rivolto ai giovani under 35 (anche se lavoratori atipici) che richiedono un finanziamento per acquistare la prima casa.

mutui-intesa-san-paolo

Caratteristiche generali dei Mutui Intesa San Paolo Domus

  • Tasso: i Mutui Intesa San Paolo offrono un tasso variabile calcolato con cadenza mensile sommando all’indice Euribor 1 mese uno spread che varia dal 2,80% al 3,10% (in base alla durata del mutuo).

  • Limite di intervento: i Mutui Intesa San Paolo ammettono un finanziamento fino all’80% del prezzo minore tra quello di acquisto e il valore dell’immobile definito dalla perizia.
  • Requisiti necessari per i Mutui Intesa San Paolo

  • età compresa tra 18 e 34 anni; 
  • alla scadenza del contratto di mutuo il mutuatario dovrà avere un'età inferiore ai 75 anni;
  • residenza in Italia.

  • Durata e spread dei Mutui Intesa San Paolo

     Sono previsti vari piano di ammortamento (6-10-15-20-25-30 anni). Lo spread applicato varia secondo la durata scelta:  
  •  dai 6 ai 20 anni si applica uno spread pari a 2,80%;

  • dai 25 e 30 anni si applica uno spread pari a 3,10%.

  • Promozione Offerta Super Flash Mutui Intesa San Paolo valida fino al 31 marzo
    Tale offerta, oltre ad applicare tassi agevolati, offre anche due interessanti opzioni complementari al mutuo:
  • Sospensione Rate: dopo aver pagato regolarmente almeno 24 rate di mutuo consecutive, si potrà sospendere il pagamento per tre volte e per un massimo di 6 mesi. Tra una richiesta e l’altra dovrà intercorrere un periodo pari almeno a 6 mesi. 

  • mutuo-abitazione

  • Flessibilità durata: dopo il pagamento di almeno 24 mensilità consecutive si potrà richiedere (soltanto per una volta) la riduzione o l’aumento della durata del mutuo. Va inoltre precisato che l’aumento di durata massimo consentito è pari a 10 anni a patto che: 
    - la durata complessiva del finanziamento non superi i 40 anni (esclusi i periodi di sospensione rata);
    - alla nuova scadenza, il mutuatario non superi i 75 anni di età (esclusi i periodi di sospensione rata).

    Oltre a tali opzioni gratuite i Mutui Intesa San Paolo prevedono:
    - invio delle comunicazioni di rate in scadenza esente;
    - spese d’istruttoria esenti.

    Per maggiori informazioni si rimanda alla scheda prodotto.

lunedì 19 marzo 2012

Effetto BCE: Euribor scende, rate mutui variabili più leggere ma nuovi contratti più onerosi


La mossa della BCE (Banca Centrale Europea), che ha "irrorato" il mercato finanziario distribuendo denaro a condizioni favorevoli (1%), comincia a dare i primi risultati e, portando un risparmio pari al 5% sulle rate, regala una ventata d'aria fresca alle famiglie alle prese con un mutuo a tasso variabile

L'indice Euribor si è ridotto improvvisamente e in questo periodo sfiora i minimi storici registrati due anni fa; pensate che soltanto un mese fa, gli indici Euribor utilizzati per determinare le rate dei mutui erano sopra l'1% e gli esperti già prevedevano nuovi rialzi, mentre al 15 marzo l'Euribor a tre mesi è sceso a 0,86% e l'Euribor a 1 mese a 0,46 %I Future quotati sul mercato di Londra sprizzano ottimismo da tutti i pori, prevedendo una nuova discesa dell'Euribor a 3 mesi fino a toccare quota 0,7% entro Settembre. In seguito ci sarà un recupero molto lento che assicurerà alle famiglie rate leggere ancora per diversi anni.

Diametralmente opposta la situazione per i nuovi contratti di mutuo a tasso variabile che prevedono rate molto salate per i nuovi clienti; dalla scorsa estate, infatti, si rileva un rincaro pari al 12% (che arriva a toccare addirittura il 16% se si sceglie un mutuo a tasso fisso).


Perché i mutui a tasso variabile esistenti scendono mentre i nuovi mutui hanno rate più care?
 La soluzione dell'enigma c’è fornita da uno dei quotidiani professionali più accreditati: il Sole 24 Ore che imputa alla crisi finanziaria la responsabilità di tale divario.

Da quanto si apprende dall'articolo cui ci siamo ispirati, infatti, se da un lato la crisi finanziaria ha portato a una consistente riduzione dell'indice Euribor, dall'altra ha causato un'ascesa inarrestabile dello spread (maggiorazione applicata dalle Banche che grava sul tasso finito applicato alla clientela). Lo spread medio è passato nel giro di pochi mesi da 1,3% (valore di giugno 2011) a 3,6% (valore Febbraio 2012)
Come influisce l'effetto BCE sullo spread applicato dalle Banche.

Nonostante l'ascesa dello spread, alcune novità si affacciano timidamente all'orizzonte. Alcune Banche, infatti, (rincuorate dalla maggiore liquidità distribuita dalla BCE che ha smorzato le difficoltà di finanziamento) hanno iniziato a ridurre gli spread, altre ancora ne hanno almeno arrestato la folle corsa. Gli esperti più pessimisti temono si tratti soltanto di una tecnica strategica messa in atto per acquisire nuova clientela, i prossimi mesi saranno decisivi e ci forniranno tutte le dovute spiegazioni a riguardo.

 Continuate a seguirci per sapere cosa ci riserva ancora l'imprevedibile ed enigmatico mondo del mercato finanziario.

venerdì 16 marzo 2012

Mutui: La Regione Lombardia tende la mano alle famiglie con difficoltà economiche


In un contesto finanziario difficile e in via di evoluzione come quello attuale (anche alla stregua delle ultime disposizioni in tema di liberalizzazioni), in un momento in cui (nonostante l'indice Euribor registri continue riduzioni di punti percentuale) i tassi d'interesse spiccano il volo a causa della costante ascesa dello spread imposto dalle Banche,  l'iniziativa portata avanti dalla Regione Lombardia appare come la classica "manna dal cielo" per tutte quelle famiglie del Nord che, versando in condizioni economiche disagiate, non riescono ad onorare le rate di mutuo in scadenza. In realtà, più che un'iniziativa è un vero e proprio "piano di soccorso" volto a sostenere i nuclei famigliari meno abbienti con interventi mirati e specifici. 

Analizziamo meglio questa iniziativa  con cui la Giunta Regionale, unitamente ad alcuni Enti Creditizi che hanno già sposato il progetto, intende "fare muro" intorno ai cittadini contrastando i disastrosi effetti della crisi economica che attualmente attanaglia il nostro Paese. Tra i piani che sono attualmente in fase di sviluppo e che sono stati presentati la settimana scorsa dal Presidente Formigoni e dall’Assessore alla Casa Zambetti, ne citiamo due che sono davvero interessanti.



Le famiglie che navigano in cattive acque e riscontrano gravi difficoltà a far fronte al debito contratto con la Banca, potranno optare per due soluzioni entrambe valide:

- potranno trasformarlo in un affitto calmierato per 4 anni rinnovabile per altri 4 e successivamente tornare a corrispondere le rate di mutuo residue.

- potranno usufruire del "Patto Salva Mutui", progetto che (come spiegato dal Presidente Formigoni) la Giunta Regionale sta portando avanti  in accordo con alcune Banche aderenti  e che consentirà ai nuclei famigliari più disagiati di sospendere il mutuo per un periodo di 4 o 8 anni, risanare la propria situazione economica e successivamente ripristinare il piano d’ammortamento originario. Gli Istituti di Credito che hanno già aderito all'iniziativa sono la Banca Unicredit e l'Intesa S. Paolo, ma stanno per essere contattati anche altre banche.

Tali iniziative sono ancora in via di sviluppo, pertanto vi invitiamo  a seguirci per conoscere le future evoluzioni di questo lodevole progetto.  

mercoledì 14 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile: quando e come sceglierlo

Il mutuo a tasso variabile presenta delle peculiarità che lo contraddistinguono da quello a tasso fisso e che devono essere attentamente analizzate per valutare se tale forma di finanziamento sia quella più consona a rispondere alle rispettive esigenze individuali.

Cos’è il mutuo a tasso variabile?

La principale caratteristica del mutuo a tasso variabile è rappresentata dalle rate di ammortamento non costanti. La componente variabile della rata è il tasso di interesse, ovvero la maggiorazione percentuale che la Banca applica su ogni rata di mutuo in scadenza. Mentre nel mutuo a tasso fisso, tale percentuale è costante nel  tempo, nel mutuo a tasso variabile oscilla, seguendo le naturali evoluzioni del mercato e le variazioni degli indici finanziari preposti ad esprimere l’andamento del costo del denaro.  L’indice generalmente utilizzato per  ridefinire l’importo delle rate variabili è l’Euribor e il suo aggiornamento avviene con la stessa cadenza periodica delle rate di mutuo. Se pertanto si è optato per un pagamento mensile, ogni mese la Banca provvederà a rilevare le variazioni dell’indice Euribor e in base a queste ridurrà o maggiorerà l’importo dovuto dal cliente a saldo della rata in scadenza. 



Vantaggi

Questo tipo di mutuo prevede una rata iniziale inferiore rispetto al mutuo a tasso fisso e ciò permette al cliente di poter ottenere una maggiore somma di denaro, ovvero, di contenere l’importo della rata per alcuni mesi.

Il tasso d'interesse variabile costituisce un elemento di forte rischio soltanto per le prime rate di mutuo.  La quota interessi, infatti, viene calcolata sempre sul totale del capitale residuo (capitale che diminuisce progressivamente), per cui un eventuale incremento del tasso d'interesse successivo ai primi anni di ammortamento, non provocherebbe un'importante variazione della rata.

Di contro, se l’indice Euribor dovesse avere un andamento a ribasso, ciò si potrebbe tradurre in una sensibile riduzione del debito totale da estinguere.

Svantaggi

 Lo svantaggio principale è rappresentato dal rischio di trovarsi nella condizione di onorare un debito maggiore rispetto a quello preventivato. Si possono effettuare delle analisi di mercato volte a scongiurare tale rischio ma rimangono comunque ragionamenti meramente empirici.

Quando scegliere il tasso variabile rispetto al fisso?

 In linea generale si può affermare che questo tipo di mutuo è particolarmente indicato per chi:

- ha una capacità restitutiva tale da far fronte prontamente a eventuali aumenti della rata;
- è un soggetto mentalmente predisposto a sopportare tale rischio.

Infine, è particolarmente indicato per i mutui con una durata ventennale o trentennale in quanto l'andamento ciclico del mercato finanziario consente, a lungo termine, una certa prevedibilità delle variazioni  e un maggiore contenimento dei rischi legati a questa tipologia di mutuo.

martedì 13 marzo 2012

Mutui e Prestiti: i Tassi vanno su


Infine arrivò Bankitalia. L’Istituto di Palazzo Koch ha certificato quello di cui molti si erano resi conto e cioè che le corpose iniezioni di liquidità concesse dalla Banca Europea al sistema finanziario italiano non hanno sortito gli effetti sperati in termini di accesso al credito per le famiglie e per le aziende.

Anzi, quello che la nostra Banca Centrale ha rilevato è che c’è stata un’ulteriore contrazione del credito: una vera iattura per il sistema economico di un paese che viene strozzato dall’azione combinata di un credito difficoltoso, di una clientela pubblica che paga con forte ritardo e di un mercato privato ancora asfittico come testimoniano le previsioni di crescita che recitano un modesto + 0,4% del PIL.

In particolare è forte il calo del tasso di crescita dei mutui al settore privato (dal +2,3% è sceso a +1,6%), trascinato al ribasso dalla sensibile riduzione di questo tasso con riferimento alle società.

Le famiglie invece hanno ricevuto una stretta meno sensibile anche se comunque i mutui continuano ad essere costosi.

Se infatti il tasso di interesse medio per concedere un mutuo per l’acquisto di un abitazione era in dicembre del 4,27%, nel mese di gennaio è salito fino al valore medio del 4,55%. In crescita anche il tasso di interesse per il credito a consumo che si impenna dal 9,11 al 9,91%. E a pagare a quanto pare sono proprio solo le famiglie e i consumatori perché i tassi che le banche chiedono per i mutui oltre il milione di euro, non proprio usuali per una famiglia, sono calati.

Una realtà certificata anche dal calo dei depositi privati presso le banche: le persone risparmiano meno e se lo fanno preferiscono conti deposito che invece crescono. Continua un trend che nel 2011 aveva portato a un calo complessivo dell’80%, un calo di liquidità che innesca un circolo vizioso traducendosi ancora una volta in una stretta del credito con il conseguente aumento dei tassi di interesse.

lunedì 12 marzo 2012

Decreto liberalizzazioni: mutuo più facile


Il decreto liberalizzazioni ha passato lo scoglio del Senato e ora si appresta all’impegno della Camera. Rilevanti le novità che il decreto imporrebbe in materia di mutui se dovesse passare senza ulteriori emendamenti.

Le novità fondamentalmente riguardano il momento della contrattazione tra Banca e cliente, che incidono sulle modalità di concessione del mutuo.

In particolare alle banche non sarà più consentito di porre all’erogazione di un mutuo la condizione della stipula di un’assicurazione con un gruppo assicurativo in qualche modo legato alla stessa banca. Se la banca vorrà in qualche modo assicurare il suo credito dovrà presentare al cliente almeno altri due preventivi di assicurazione, prodotti da gruppi non controllati dallo stesso istituto.

Una norma di portata non eccezionale perché non risulta fosse molto in voga la pratica di pretendere dal cliente una certa assicurazione.

Assolutamente rilevante invece la novità riportata dal comma 3 dell’articolo 28 del decreto che vieta alle banche di porre, per l’erogazione del mutuo, la condizione dell’apertura di un conto corrente presso lo stessa società, sia esso banca, istituto o intermediario.

Si pone così fine a una pratica, questa si, particolarmente comune, causa di un irrigidimento del mercato e di una stretta alla concorrenza.

Infatti la circostanza che un consumatore dovesse aprire un nuovo conto corrente per farsi erogare un mutuo era in qualche modo un deterrente alla ricerca dell’offerta più conveniente sul mercato.


Questo provvedimento dovrebbe portare un considerevole risparmio nelle tasche dei cittadini, tuttavia potrebbe andare meglio se venisse confermato l’articolo che rende nulle tutte quelle clausole che dispongono commissioni in favore degli istituti che concedono un credito. Va detto che le banche stanno osteggiando quest’ultima norma in maniera compatta, addirittura il presidente dell’ABI e il suo comitato avevano minacciato dimissioni in blocco, e le possibilità che la Camera faccia calare la ghigliottina su questa disposizione sono molto alte.