martedì 13 marzo 2012

Mutui e Prestiti: i Tassi vanno su


Infine arrivò Bankitalia. L’Istituto di Palazzo Koch ha certificato quello di cui molti si erano resi conto e cioè che le corpose iniezioni di liquidità concesse dalla Banca Europea al sistema finanziario italiano non hanno sortito gli effetti sperati in termini di accesso al credito per le famiglie e per le aziende.

Anzi, quello che la nostra Banca Centrale ha rilevato è che c’è stata un’ulteriore contrazione del credito: una vera iattura per il sistema economico di un paese che viene strozzato dall’azione combinata di un credito difficoltoso, di una clientela pubblica che paga con forte ritardo e di un mercato privato ancora asfittico come testimoniano le previsioni di crescita che recitano un modesto + 0,4% del PIL.

In particolare è forte il calo del tasso di crescita dei mutui al settore privato (dal +2,3% è sceso a +1,6%), trascinato al ribasso dalla sensibile riduzione di questo tasso con riferimento alle società.

Le famiglie invece hanno ricevuto una stretta meno sensibile anche se comunque i mutui continuano ad essere costosi.

Se infatti il tasso di interesse medio per concedere un mutuo per l’acquisto di un abitazione era in dicembre del 4,27%, nel mese di gennaio è salito fino al valore medio del 4,55%. In crescita anche il tasso di interesse per il credito a consumo che si impenna dal 9,11 al 9,91%. E a pagare a quanto pare sono proprio solo le famiglie e i consumatori perché i tassi che le banche chiedono per i mutui oltre il milione di euro, non proprio usuali per una famiglia, sono calati.

Una realtà certificata anche dal calo dei depositi privati presso le banche: le persone risparmiano meno e se lo fanno preferiscono conti deposito che invece crescono. Continua un trend che nel 2011 aveva portato a un calo complessivo dell’80%, un calo di liquidità che innesca un circolo vizioso traducendosi ancora una volta in una stretta del credito con il conseguente aumento dei tassi di interesse.

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