mercoledì 14 marzo 2012

Mutuo a tasso variabile: quando e come sceglierlo

Il mutuo a tasso variabile presenta delle peculiarità che lo contraddistinguono da quello a tasso fisso e che devono essere attentamente analizzate per valutare se tale forma di finanziamento sia quella più consona a rispondere alle rispettive esigenze individuali.

Cos’è il mutuo a tasso variabile?

La principale caratteristica del mutuo a tasso variabile è rappresentata dalle rate di ammortamento non costanti. La componente variabile della rata è il tasso di interesse, ovvero la maggiorazione percentuale che la Banca applica su ogni rata di mutuo in scadenza. Mentre nel mutuo a tasso fisso, tale percentuale è costante nel  tempo, nel mutuo a tasso variabile oscilla, seguendo le naturali evoluzioni del mercato e le variazioni degli indici finanziari preposti ad esprimere l’andamento del costo del denaro.  L’indice generalmente utilizzato per  ridefinire l’importo delle rate variabili è l’Euribor e il suo aggiornamento avviene con la stessa cadenza periodica delle rate di mutuo. Se pertanto si è optato per un pagamento mensile, ogni mese la Banca provvederà a rilevare le variazioni dell’indice Euribor e in base a queste ridurrà o maggiorerà l’importo dovuto dal cliente a saldo della rata in scadenza. 



Vantaggi

Questo tipo di mutuo prevede una rata iniziale inferiore rispetto al mutuo a tasso fisso e ciò permette al cliente di poter ottenere una maggiore somma di denaro, ovvero, di contenere l’importo della rata per alcuni mesi.

Il tasso d'interesse variabile costituisce un elemento di forte rischio soltanto per le prime rate di mutuo.  La quota interessi, infatti, viene calcolata sempre sul totale del capitale residuo (capitale che diminuisce progressivamente), per cui un eventuale incremento del tasso d'interesse successivo ai primi anni di ammortamento, non provocherebbe un'importante variazione della rata.

Di contro, se l’indice Euribor dovesse avere un andamento a ribasso, ciò si potrebbe tradurre in una sensibile riduzione del debito totale da estinguere.

Svantaggi

 Lo svantaggio principale è rappresentato dal rischio di trovarsi nella condizione di onorare un debito maggiore rispetto a quello preventivato. Si possono effettuare delle analisi di mercato volte a scongiurare tale rischio ma rimangono comunque ragionamenti meramente empirici.

Quando scegliere il tasso variabile rispetto al fisso?

 In linea generale si può affermare che questo tipo di mutuo è particolarmente indicato per chi:

- ha una capacità restitutiva tale da far fronte prontamente a eventuali aumenti della rata;
- è un soggetto mentalmente predisposto a sopportare tale rischio.

Infine, è particolarmente indicato per i mutui con una durata ventennale o trentennale in quanto l'andamento ciclico del mercato finanziario consente, a lungo termine, una certa prevedibilità delle variazioni  e un maggiore contenimento dei rischi legati a questa tipologia di mutuo.

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