giovedì 19 aprile 2012

Ing Direct Mutui Tasso Variabile: offerta da scoprire

Ing Direct Mutui

Nel nostro viaggio nella giungla dell’offerta dei mutui ci imbattiamo oggi nell’offerta di Ing Direct Mutui istituto finanziario online che come i suoi simili punta alla filosofia del risparmio dei costi per potere offrire mutui a tassi vantaggiosi.

Parliamo delle offerte pubblicate in questo momento e valide per mutui erogati entro il prossimo 15 maggio 2012.

Per quanto concerne il  mutuo a tasso variabile Ing Direct Mutui conta quattro possibili offerte:
  • Mutuo Tasso variabile Euribor che comporta il pagamento di un tasso di interesse  che prevede uno spread del 3,5%, indice 1,21 e un TAEG del 4,84% nel caso ad esempio di un finanziamento trentennale di 100000 euro che costa 519 € al mese

  • Mutuo Tasso variabile BCE. In questo caso lo spread è del 4,5%, indice 1% e il TAEG è del 5,61% per un mutuo trentennale di 100000€  comportando una rata di 564 € al mese

  • Mutuo Fisso 5 rinegoziabile  In questo caso il mutuo del nostro esempio alle condizioni attuali del mercato costerebbe circa 554  euro al mese a fronte di uno spread del 3,65%, indice 1,64 e un TAEG del 5,49%

  • Mutuo Fisso 10 rinegoziabile  comporterebbe invece una rata più alta di circa 620 €  in conseguenza di uno spread del 4%, un valore dell’indice del 2,32 e un TAEG di 6,47%
ing direct

I Mutui Ing Direct così offerti possono essere erogati per un minimo di 50000 euro e un massimo di 1 mln di euro se si tratta di prima casa, 500.000 euro per la seconda casa. Hanno una lunghezza minima di 10 anni e una lunghezza massima di 40 anni e possono coprire al massimo il 80 % del valore dell’immobile.

In alternativa è possibile concedere un mutuo per la sostituzione o il rifinanziamento di mutui ipotecari già accesi sulla prima e sulla seconda casa.

Dalla nostra lettura emerge un quadro di non elevata convenienza ma un ventaglio di scelta più ampio del solito al quale va aggiunta la possibilità di un sostanziale risparmio sulla rata nel caso venga abbinata l’apertura di un conto corrente arancio: in questo caso su tutta l’offerta vi è un calo dello spread del 0,20%.

martedì 17 aprile 2012

Mutuo a tasso variabile: l'offerta di Webank

Nonostante il tasso fisso offra maggiori certezze e garanzie (la stessa rata per sempre), coi tempi che corrono, sono sempre più numerose le banche che hanno deciso di puntare sul mutuo a tasso variabile che presenta un maggior grado di volatilità, ma anche rate decisamente più appetibili.

Tra gli istituti bancari orientati al tasso variabile c’è Webank, la banca preferita dal popolo di internet.

Cos’è e a chi è destinato il mutuo variabile di Webank?

Il mutuo variabile di Webank è il finanziamento ideale per chi vuole acquistare o eventualmente ristrutturare un immobile. Possono richiederlo tutti coloro che risiedono in Italia da almeno 3 anni e che, al momento della stipula del contratto, non abbiano superato i 60 anni d’età.

Quali sono le caratteristiche del mutuo variabile di Webank?

  • L’importo massimo finanziabile è di 1.000.000 di euro, fino al 70% del valore della prima casa o fino al 50% in caso di ristrutturazione

  • La durata del mutuo varia da un minimo di 10 anni ad un massimo di 30 anni

Cos’è il mutuo variabile con cap di Webank?

Webank ha pensato anche a chi vuole proteggersi da improvvisi ed eccessivi rialzi della rata, senza perdere i vantaggi del tasso variabile. A queste persone, Webank dedica il mutuo a tasso variabile con cap.

  • Il tasso massimo applicabile è fissato al 6,50% e lo spread si attesta intorno al 3,40% per un mutuo dalla durata ventennale, per raggiungere il 3,50% nelle soluzioni più lunghe

  • Anche in questo caso l’importo erogabile varia dai 50.000 euro per raggiungere la soglia massima di 1.000.000 di euro. E non cambia neppure la durata (dai 10 ai 30 anni)
Concludendo, i mutui a tasso variabile proposti da Webank si rivelano un prodotto altamente competitivo e conveniente... da consigliare!

lunedì 16 aprile 2012

Mutuo a tasso variabile: il Monte dei Paschi propone il Mutuo Natura

Avreste mai pensato che finanza ed ecologia potessero camminare “a braccetto”?

Se l’idea continua a suonarvi inverosimile, proseguite nella lettura di questo post e vi ricrederete.

Oggi vi illustriamo un tipico esempio di finanza etica. Si chiama Mutuo Natura e fa parte dell’offerta finanziaria della Banca Monte dei Paschi di Siena.


Cos’è Mutuo Natura?

Il Mutuo Natura del Monte dei Paschi di Siena è la tipologia di finanziamento ideale per chi è alla ricerca di un mutuo e al contempo è molto sensibile alle tematiche ambientali. Si tratta di un mutuo ipotecario rivolto a chi intende acquistare o ristrutturare immobili realizzati nel rispetto dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico.

Mutuo Natura: l’opzione a tasso variabile.

Il Mutuo Natura viene erogato sia con tasso fisso che con tasso variabile. Naturalmente, noi prenderemo in considerazione la seconda opzione.

Come abbiamo già accennato, il Mutuo Natura con tasso variabile è finalizzato all’acquisto di una casa costruita secondo i criteri dell’architettura biologica che, come facilmente intuibile anche dai non addetti ai lavori, privilegia l’uso di materiali e tecniche non inquinanti e rispettosi della natura.

Quali sono le caratteristiche specifiche del contratto?

  • L’importo massimo finanziabile è di 150 mila euro, ma è possibile finanziare fino all’80% del valore dell’immobile in caso di acquisto, e fino al 60% in caso di ristrutturazione.

  • La durata del piano di ammortamento è di 30 anni


  • Alla scadenza del mutuo, il richiedente non deve aver superato i 75 anni di età

Quali documenti occorre presentare?

Chi intende contrarre il Mutuo Natura con tasso variabile, deve presentare la seguente documentazione:

  • Documenti reddituali: la dichiarazione dei redditi e l'ultima busta paga

  • Documenti tecnici: il certificato del Catasto Fabbricati con relative planimetrie

  • Documenti legali: la relazione notarile ventennale.
Insomma, il mutuo ideale per far felice le tasche e l'ambiente!

domenica 15 aprile 2012

Mutuo a tasso variabile: cos’è lo spread?

In un mutuo a tasso variabile, l’importo della rata mensile è dato dalla somma tra l’Euribor e lo spread applicato dalla banca.

Visto che al primo “addendo” abbiamo già dedicato un intero post, oggi cercheremo di comprendere meglio le dinamiche relative allo spread che, col suo andamento “ballerino” e la recente tendenza al rialzo, sta mettendo a dura prova i futuri mutuatari.

Cos’è lo spread di un mutuo variabile?

Spread. Un termine che riecheggia ormai ovunque, dalla radio alla rete e che nell’accezione comune fa riferimento alla differenza di reddito tra due titoli, un titolo italiano e uno tedesco.

Ma lo spread di un mutuo è un'altra cosa. Si tratta del “leggero” rincaro che la banca applica al parametro di riferimento per coprire le spese di gestione nonché i rischi finanziari, e ricavarci un guadagno.

Naturalmente, la decisione di applicare uno spread più o meno elevato dipende dalla discrezionalità di ogni singola banca. Pertanto, tra un’offerta e l’altra possono esistere anche differenze notevoli.

Si parla di spread sia per il mutuo a tasso fisso che per quello a tasso variabile.

Nel secondo caso (quello che a noi maggiormente interessa):


Mutuo variabile = Euribor + Spread

Dove l’Euribor viene rilevato ogni giorno, mentre lo spread rimane fisso per l’intera durata del contratto.

Come incide lo spread sulla rata del mutuo variabile?

Come abbiamo detto, lo spread rappresenta in buona sostanza il margine di “guadagno” della banca. Esso si attesta mediamente intorno all’1,60%. Si parte da offerte promozionali intorno all’0,70% per culminare persino a maggiorazioni del 4,50%.

Come comportarsi?

La situazione si presenta decisamente paradossale. Se l’Euribor tocca in questo periodo i minimi storici, l’andamento dello spread rende tutto più difficile.

Il nostro consiglio è quello di non demordere e confrontare con attenzione le offerte delle diverse banche.

venerdì 13 aprile 2012

Ristrutturare casa grazie ad un mutuo a tasso variabile

Una casa vissuta sprigiona calore e mantiene perciò sempre un certo fascino, ma quando comincia a perdere qualche pezzo è meglio correre ai ripari.

Come fare, però, quando le spese da affrontare sono tante e non si dispone di un "salvadanaio" per le emergenze?

Una soluzione esiste. Si tratta del mutuo ristrutturazione che, come facilmente intuibile, è lo strumento ideale per finanziare i lavori di ammodernamento di un immobile di proprietà quale la propria vecchia abitazione.

L’importo finanziabile copre generalmente l’80% dell’importo dei lavori, che vanno documentati in modo preciso e dettagliato. Occorre presentare dei documenti relativi a:

  • la tipologia di interventi da realizzare;
  • i costi e i tempi necessari;
  • le eventuali autorizzazioni a procedere.

Possono essere finanziati :

  • lavori di manutenzione ordinaria;
  • lavori di manutenzione straordinaria;
  • lavori di ristrutturazione con grandi opere.
Si va dunque da semplici interventi di ristrutturazione ad alcune parti dell’immobile fino a giungere a trasformazioni sostanziali.

Come per qualsiasi mutuo, anche questa particolare tipologia di finanziamento prevede un’erogazione a tasso fisso o variabile.

Noi ci occuperemo naturalmente del mutuo a tasso variabile che, grazie alla clamorosa spinta monetaria della BCE e al notevole abbassamento dell’indice Euribor, sembra decisamente non avere rivali!


Oggi vi illustriamo la proposta di Unicredit.

Il mutuo a tasso variabile per ristrutturazione di Unicredit rappresenta la soluzione adatta a chi vuole dare una ventata di modernità alla propria casa, beneficiando di un finanziamento con una durata più lunga e una rata più comoda allineata all’andamento del mercato finanziario.

L’importo minimo finanziabile è di 50.000 euro, mentre la durata di rimborso varia da un minimo di 5 anni fino ad un massimo di 25 anni. Il cliente può scegliere se associare il mutuo variabile all’Euribor a tre mesi o al tasso BCE, entrambi maggiorati dallo spread commerciale.


giovedì 12 aprile 2012

Mutuo variabile: differenza tra tasso d’ingresso e tasso a regime

Ormai siamo preparatissimi sulle caratteristiche del mutuo a tasso variabile, ma è meglio fare un breve ripasso su alcuni aspetti per poi affrontarne meglio altri.

Come ben sapete, ciò che distingue il mutuo variabile da quello fisso è il tasso d’interesse che non rimane lo stesso per tutta la durata del finanziamento, ma varia in base all’andamento di due principali indici economici, l’Euribor (quello più frequentemente utilizzato) e il tasso BCE.

Ciò che invece resta fisso per l’intero periodo del mutuo è lo spread che indica, in buona sostanza,  il guadagno della Banca.

A rendere vantaggioso il mutuo a tasso variabile rispetto a quello fisso è la possibilità di pagare una rata mensile più comoda, soprattutto all’inizio. Ed è ora che arriviamo finalmente al nocciolo della questione.

Nel mutuo a tasso variabile, si distinguono due tipi di tassi d’interesse: il tasso d’ingresso e il tasso a regime.


Qual è la differenza?

Il tasso d’ingresso è quello che generalmente spinge il cliente a propendere per il mutuo variabile, perché risulta molto vantaggioso ed allettante, ma dura solitamente dai sei mesi fino ad un massimo di due anni. E infatti viene considerato un tasso puramente “promozionale”.

Il vero tasso variabile, quello ufficiale, è il tasso a regime dato dalla somma dell’Euribor più lo spread ed è quello cui bisogna prestare maggiore interesse ed attenzione.

La differenza tra i due tassi può essere molto rilevante. Ecco perché la loro comparazione diventa fondamentale e decisiva nel momento in cui si decide di contrarre un mutuo a tasso variabile.

Uno strumento assai utile per valutare la differenza tra le due tipologie di tasso è il Taeg, un indicatore che consente di sapere qual è il tasso di interesse effettivamente applicato e qual è dunque il costo reale del mutuo.

sabato 7 aprile 2012

Mutuo variabile: tutto quello che devi sapere sull’Euribor

Quando si parla di mutuo a tasso variabile si parla inevitabilmente anche di Euribor. Ma siamo davvero convinti di sapere proprio tutto sul famoso parametro finanziario?

Il post di oggi è dedicato a chi ha ancora qualche dubbio.

Cos’è l’Euribor?

Come indica l’acronimo “Euro Interbank Offered Rate”, l’Euribor è il tasso medio d’interesse a cui avvengono gli accordi finanziari tra le principali banche europee.

L’Euribor viene rilevato e  aggiornato tutti i giorni lavorativi. Di conseguenza risulta affidabilissimo, tanto da essere il prediletto dalla gran parte delle banche per il calcolo della rata dei mutui a tasso variabile.


Quali sono i tipi di Euribor?

Non esiste un solo tipo di Euribor. Gli indici Euribor sono circa una quarantina e vengono distinti in base a scadenze predefinite: ad una settimanaad un mese, a tre mesia sei mesia un anno.

Gli Euribor vengono poi ulteriormente differenziati  in base al divisore che può essere 360 o 365 a seconda che la banca consideri l’anno commerciale o quello solare. L’Euribor 365 è in media più elevato dello 0,05% rispetto all’Euribor 360.

Come varia l’Euribor?

L’Euribor, come abbiamo già precisato in un altro post, è strettamente correlato al tasso ufficiale BCE.
Ma è anche molto sensibile alle fluttuazioni del mercato, anticipando così le decisioni della BCE. In caso di previsioni al rialzo, l’Euribor ad una settimana o quello ad un mese riporteranno valori più bassi di quelli con una scadenza maggiore.

Qual è l’effetto sulla rata del mutuo?

I muti a tasso variabile seguono e si adeguano alle oscillazioni dell’Euribor. Quando varia l’Euribor varia anche il tasso di interesse applicato alla rata del mutuo.

Naturalmente, il tasso rimane invariato sino al successivo aggiornamento e viene applicato solo sulla parte residua del mutuo.

lunedì 2 aprile 2012

Mutui a tasso variabile offset: cosa sono?

Oggi parliamo di un’altra tipologia di mutuo a tasso variabile: i mutui offset. Assai diffusi in Gran Bretagna, dove nascono nel 1998, cominciano a farsi strada anche nel nostro Paese.

Cosa sono i mutui a tasso variabile offset?

Un mutuo offset è una particolare forma di finanziamento in cui l’ammontare degli interessi da pagare è associato alla propria disponibilità di denaro sul conto corrente.

Come funzionano?

Il mutuo variabile offset prevede due modalità di calcolo.

Nella prima, l’importo dell’interesse viene calcolato mensilmente in base alla differenza tra il capitale residuo e la disponibilità di liquidi sul conto corrente. In pratica, più soldi hai sul conto, meno costa la rata del mutuo.

Nel secondo, a ridurre la rata sono invece gli interessi maturati, il 27% dei quali viene però versato al fisco.


Quali sono i vantaggi di un mutuo offset?

Con i mutui variabili offset, è possibile mantenere una certa liquidità sul proprio conto corrente e corrispondere una rata mensile più bassa (soprattutto nei primi anni) di quella di un mutuo a tasso variabile tradizionale.

Quando scegliere un mutuo a tasso variabile offset?

I mutui a tasso variabile con opzione offset rappresentano una buona soluzione per tutte quelle persone che hanno una certa preparazione sull’andamento del mercato finanziario e desiderano approfittare del momento favorevole dell’Euribor, con la previsione di lasciare in giacenza sul conto corrente una buona somma di denaro.


La proposta di Che Banca

Si chiama Mutuo Risparmio ed è un mutuo a tasso variabile che permette di valorizzare i soldi depositati sul proprio conto corrente. Più risparmi, più fai crescere il denaro depositato (assolutamente non vincolato), più abbassi la rata.

Mutuo Risparmio consente di collegare fino a 4 conto correnti, riducendo ancora di più l’importo della rata.